Furia del grillino "furbo": "Nessun moralizzatore ha fermato i soldi..."

In un video su Facebook il deputato grillino ha sottolineato: “Nulla di illecito. Decreto scritto male”. E minaccia di aprire il vaso di Pandora

Marco Rizzone, deputato grillino tra i parlamentari percettori del bonus partite Iva, ha deciso di postare un video nel quale spiega le sue ragioni. "Qui non è stato fatto nulla di illecito, nulla di illegittimo. Tutto a norma di legge: un decreto scritto palesemente male (vuoi per la fretta - giustificabile -, vuoi per l'incapacità di alcuni soggetti - non giustificabile), un decreto su cui in Parlamento nessuno dei colleghi moralizzatori è intervenuto per apportare modifiche che evitassero che l'indennizzo fosse dato a pioggia a prescindere dal reddito”. Rizzone ha poi sottolineato che qualcuno potrebbe dire che lui stesso avrebbe potuto proporre delle modifiche al decreto Cura Italia, magari inserendo dei limiti di reddito. Ma subito ha tenuto a spiegare che sempre più spesso tali provvedimenti arrivano alla Camera blindati e non vi è la possibilità di modificarli. Vengono così votati sulla fiducia escludendo di fatto i parlamentari dal loro ruolo.

La responsabilità è sua

Il deputato ligure ha inoltre rincarato la dose: "Accusatemi pure di non aver fatto un'adeguata battaglia contro lo svilimento dell'attività parlamentare e del ruolo stesso dei parlamentari, oppure accusatemi di non aver ad esempio creato un caso mediatico dopo i bonus percepiti (anche in quel caso lecitamente) dai notai, anch'essi, seppur in altra forma, rappresentanti dello Stato - ma sui cui nomi il Garante della Privacy - chissà perché - tace". Si è detto pronto a metterci la faccia e ad assumersi le sue responsabilità. All’inizio aveva anche premesso che non era stato lui a chiedere materialmente il bonus previsto dalla legge per le partite Iva, che tra l'altro ha detto che ci vuole pochissimo tempo per richiederlo, ma che in ogni caso non avrebbe comunque incolpato terze persone, come per esempio il suo commercialista. Anche perché, come ha ammesso, la responsabilità ultima è comunque la sua.

La minaccia del grillino

Adesso però ha assicurato di voler pretendere di andare fino in fondo su altre questioni morali, a suo dire più serie di questa, che si devono affrontare proprio per rispetto degli elettori. Sembra quasi una minaccia. Si è anche sentito messo alla gogna da persone che hanno puntato il dito per nascondere le proprie mancanze e cercare magari di riprendere consensi, persi da tempo, in vista delle elezioni regionali o del referendum per il taglio dei parlamentari. Si è infine rivolto agli italiani che si sono sentiti da lui traditi, promettendo loro di battersi per far finire una farsa politica che ormai va avanti da troppo tempo. Ultima minaccia neanche tanto velata prima di concludere il post: “Goccia dopo goccia il vaso trabocca… e se è un vaso di Pandora - prima o poi - qualcuno lo dovrà aprire”.

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Commenti
Ritratto di mbferno

mbferno

Ven, 14/08/2020 - 20:06

Ma che argomentazioni del menga. Anche se scritto male non aveva la pistola puntata alla tempia che lo obbligasse a chiedere il bonus. Basta usare la testa ed il buonsenso