Inaccettabile. Lo dice Elly Schlein (foto), lo dice Boccia, Francesco, lo dice Magi, lo dicono in coro, sempre, su tutto e vedono ombre dietro ogni riforma. Sono diventati fedeli al Rosatellum, quella legge elettorale scritta per non far vincere nessuno, ma così imponderabile da portare Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Masochismo. A Pd e affini perdere fa bene.
Il Rosatellum quindi non si tocca. Tutto il resto è una bestemmia. La più grande, chiaramente, è l'idea di cambiare la forma di governo. Si sono stracciati le vesti davanti al premierato, considerano l'elezione diretta del capo del governo un attentato alla Costituzione, ma si rifiutano di discutere qualsiasi altra proposta. Neppure si siedono. Dicono solo no, inaccettabile. Il maggioritario secco? Non sia mai. La legge Calderoli? Un porcellum. Il proporzionale puro? Esagerato. Il doppio turno? Sì, ma cosa c'è sotto. Il sistema proporzionale con eventuale doppio turno, premio di maggioranza, soglia di sbarramento e collegi plurinominali? Troppo confuso. Ma è il vostro Italicum? Appunto, ormai è vecchio. La realtà è che il Pd e affini inseguono un sogno inconfessabile: non vorrebbero votare mai. Si sono ormai convinti da molte lune che una democrazia matura non abbia più bisogno di elettori. Perché votare quando hai gente come Draghi ancora a spasso? Il più onesto di tutti è proprio Matteo Renzi, che queste cose le dice o perlomeno le fa capire. Tutti gli altri si dilettano nell'arte del piagnisteo.
Ora qualcuno dirà che non è serio dileggiare il Pd e affini. Solo che questa non è finzione. È esattamente la loro strategia politica. Non c'è alcun interesse a discutere. Questa nuova, e ipotetica, legge elettorale non è così lontana da certe vecchie proposte della sinistra. Il premio di maggioranza scatta sopra il 40 per cento e in nessun caso può superare il 60 per cento degli eletti. Se le due coalizioni si ritrovano tra il 35 e il 40 per cento si va al ballottaggio. È una situazione ideale per la sinistra.
È una legge che spinge alle grandi alleanze. Non sognavate il campo largo? Eccolo. E invece no. Pure questo fa paura. La segretaria Schlein non ha il coraggio di dirlo e i Cinque Stelle dicono chiaramente che a loro la questione proprio non interessa. Si vada a votare alla vecchia maniera, con la logica del Roxy Bar, dove ognuno perde dentro i cacchi suoi. Il campo largo è un ideale romantico.
La realtà di questa storia la racconta un signore con il cuore a sinistra che di legge elettorali se ne intende. La promessa è di non fare il suo nome neppure sotto tortura. "Il Pd - racconta - non ha alcuna intenzione di sedersi a parlare. Il dialogo è inaccettabile. È una strategia precisa che comincia il giorno dopo la sconfitta elettorale. Giorgia Meloni non va legittimata in nessun modo. È il male. È la dittatura. È il fascismo, no quello in camicia nera, ma più subdolo, insidioso, con il volto da donna". Ma ci credono davvero? "Certo che no, non sono del tutto da ricovero. L'importante è che il popolo della sinistra si nutra di questa finzione".
Ora sarebbe bello essere scettici davanti a questa versione del no a tutte le riforme. Sarebbe bello avere in Italia una sinistra liberale, libertaria e democratica, che non si riconosca solo nei governi tecnici.
Solo che poi ascolti le parole di Boccia e sai che sta dicendo una cosa a cui non crede neppure lui. "Questa legge elettorale è parte di un disegno eversivo". Il vero Boccia non è così. È un alter. È una voce che qualcuno ha messo in giro.