Dopo la Conferenza per la Sicurezza di Monaco dove ha cercato di rassicurare gli alleati europei sulla forza dei rapporti transatlantici, Marco Rubio vola a riaffermare l'amicizia degli Usa a Viktor Orbán. Budapest è l'ultima tappa del viaggio lampo del segretario di Stato che dalla Baviera lo ha portato a rafforzare i rapporti bilaterali con leader politicamente affini agli Stati Uniti di Donald Trump, come il premier slovacco Robert Fico e quello ungherese, appunto.
Il tycoon non ha mai nascosto la sua grande stima per Orbán, affermando in un post su Truth negli ultimi giorni che ha ottenuto risultati "fenomenali" nel suo paese. I sondaggi indicano che il partito del premier è in svantaggio rispetto a quello del leader dell'opposizione Peter Magyar per le elezioni del 12 aprile, e Rubio assicura che "Trump è profondamente impegnato per il vostro successo, perché il vostro successo è il nostro successo". "Il presidente ha un rapporto straordinariamente stretto con il premier, e questo ha portato benefici tangibili", prosegue il titolare di Foggy Bottom durante la conferenza stampa congiunta, spiegando che "stiamo entrando in un'epoca d'oro delle relazioni tra i nostri Paesi e non solo grazie all'allineamento dei nostri popoli. Ma per il rapporto che hai con il comandante in capo". "Questa relazione che abbiamo qui nell'Europa centrale attraverso di voi è essenziale e vitale per i nostri interessi nazionali negli anni a venire", dice ancora. Mentre Orban ripete che "nei rapporti tra Stati Uniti e Ungheria, è iniziata una nuova era d'oro. Non ricordo - nonostante sia impegnato in politica da circa 30 anni - quando è stata l'ultima volta che i rapporti tra le due nazioni sono stati così elevati, equilibrati e amichevoli. Quindi i miei più sentiti ringraziamenti vanno al presidente Trump".
Il premier, che sabato ha attaccato "la macchina oppressiva di Bruxelles", lanciando un'altra frecciatina alla leadership dell'Ue, con la quale è da tempo in disaccordo, precisa che sono stati decisi 17 "investimenti" americani nel suo paese, segnando un record decennale. Rubio parla invece della guerra in Ucraina, ricordando che gli Usa sono "l'unica nazione al mondo" che è riuscita a portare le due parti a un negoziato: "Non sono qui per insultare nessuno, ma l'Onu non è stata in grado di farlo, non c'è nessun altro paese in Europa che sia stato in grado di farlo", dice secondo quanto riporta Sky News Uk. Ribadendo che "questo conflitto non sarebbe mai dovuto scoppiare e non sarebbe mai scoppiato se Trump fosse stato presidente quando è iniziato", ma ora Washington "farà tutto il possibile per porvi fine". Mentre Orban dice di aver assicurato a Rubio che Budapest continuerà a sostenere gli Stati Uniti negli sforzi per raggiungere la pace, "indipendentemente dai conflitti europei che ciò comporterà", e riafferma la sua disponibilità a ospitare un vertice a Budapest.
Anche l'energia è stata all'ordine del giorno nei colloqui di ieri, proprio come in Slovacchia. Quando Orbán visitò la Casa Bianca nel 2025, Trump concesse all'Ungheria un'esenzione dalle sanzioni imposte alle importazioni di petrolio e gas dalla Russia a cauda dell'invasione dell'Ucraina.