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Rubio è il viceré di Caracas. "Rodriguez se sbaglia, paga"

Sarà il segretario di Stato a gestire la transizione democratica. Il tycoon: "Nulla può essere peggio del regime di Maduro"

Rubio è il viceré di Caracas. "Rodriguez se sbaglia, paga"
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Dal dittatore al viceré. Da Nicolás Maduro a Marco Rubio. Il Venezuela nel trapasso dal suo satrapo "camionista" a un futuro mai come ora incerto potrebbe essere affidato al segretario di Stato americano, fedelissimo di Donald Trump, che lui considera un tarantiniano Mister Wolf, capace di risolvere ogni problema. Consigliere per la sicurezza nazionale, capo ad interim degli archivi federali, amministratore della ormai defunta Usaid. E ora regista occulto del blitz cinematografico a Caracas. Potrebbe essere lui in prima persona a gestire il Paese sudamericano - 29 milioni di anime sospese tra il sollievo e l'ansia - in attesa che dalla nebbia del post-destituzione emerga una soluzione stabile che traghetti il Venezuela a una nuova fase della sua storia.

A incoronare Rubio con un titolo informale e gonfio di valore è il Washington Post, che sulla questione ha ascoltato fonti molto informate della Casa Bianca: "Il compito che ha davanti - dice un alto funzionario statunitense - è sconcertante". Significa prendere decisioni che orienteranno il futuro di un Paese considerato strategico dagli Stati Uniti, soprattutto per le ricchissime riserve di petrolio, delle quali gli Stati Uniti vorrebbero mantenere il controllo. Ed è la materia energetica quella su cui non si potrà sbagliare nulla. Il viceré dovrà anche orientare il Paese verso la transizione democratica indicendo nuove elezioni (senza fretta, "parlare di elezioni è prematuro", ha detto ieri lo stesso Rubio), gestendo le sanzioni e garantendo la sicurezza del Paese.

Una sfida che significa molto non solo per il Paese e l'America Latina, ma anche per lo stesso segretario di Stato, che sul dossier caraibico - mal tollerato dall'opinione pubblica Maga, che è infastidita dal rincorrersi di dossier esteri - si gioca molte delle possibilità di succedere a Trump alla Casa Bianca nel 2029. Per intanto, fissa dei paletti molto chiari: spiega che "gli Stati Uniti collaboreranno con i funzionari venezuelani se prenderanno le decisioni giuste". Ammette che "il petrolio è fondamentale per il futuro del Venezuela". E soprattutto specifica le linee guida dell'intervento (che lui derubrica in "operazione di arresto"): "Non consentiremo che un Paese nel nostro emisfero diventi un crocevia per le attività di tutti i nostri avversari nel mondo".

Poi, nella serata italiana, dopo il viceré parla anche il re, Donald Trump, che tramite The Atlantic recapitato un monito alla vice di Maduro Delcy Rodriguez, che sembra avere le ore contate: "Se non fa quello che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro", la minaccia di Donald. Poi un'analisi rozza ma efficace, come in stile Trump: "La ricostruzione e il cambio di regime, come volete chiamarli, sono meglio di quello che c'è adesso in Venezuela. Non potrebbe andare peggio".

Restano dubbi su quello che la Casa Bianca ha in mente per il Paese caraibico. E qui ritorna Rubio, che mette in chiaro che "questo non è il Medio Oriente. E la nostra missione qui è molto diversa". In molti hanno dato per scontato, nelle ore successive all'arresto di Maduro, che la palla sarebbe finita sui piedi dell'opposizione del dittatore, ma a Washington non sembrano essere di questo parere. Rubio ha espresso "ammirazione" per la leader anti-maduriana Maria Corina Machado, vincitrice del Premio Nobel per la Pace del 2025, ma non dà per scontato il sostegno a lei o al candidato del suo partito alle elezioni del 2024, Edmundo Gonzalez Urrutia.

Il futuro è incerto, non si sa chi governerà, non si sa se gli Stati Uniti resteranno a Caracas per garantire "una transizione adeguata" oppure si limiteranno a "una massiccia presenza navale nei Caraibi" e a un embargo sulle esportazioni di petrolio "che ci consente di esercitare un'enorme leva su ciò che accadrà in seguito". Il Venezuela sarà il cinquantunesimo stato degli Usa?

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