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Salis, il caso portaborse sul tavolo della Metsola. E studia da leader no global

L’attesa per la risposta Ue sull’assistente condannato per violenza privata. L’eurodeputata ospite all’evento internazionale della galassia antifascista

Salis, il caso portaborse sul tavolo della Metsola. E studia da leader no global
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Il caso di Ivan Bonnin, assistente parlamentare di Ilaria Salis, è sul tavolo della presidente Roberta Metsola. Gli uffici del Parlamento europeo verificheranno se la condanna per interruzione aggravata di pubblico servizio e per violenza privata sia stata comunicata al casellario giudiziale o no. E poi c'è l'articolo 13 del regolamento, che vieta l'assunzione di un "partner stabile" come assistente. L'Ecr/Fdi, con una lettera sostenuta da quindici parlamentari, ha preteso risposte dopo un'inchiesta del Giornale. Il primo firmatario è Stefano Cavedagna. Poco dopo il deposito della richiesta, la sede Fratelli d'Italia di Bologna è stata vandalizzata: è comparsa la scritta "fasci appesi". E contro l'eurodeputato di Fdi, che è originario della città felsinea, è spuntato un post di "Boloresiste". Coincidenze temporali che il mondo meloniano ha segnalato. Salis dice che Bonnin non è il suo fidanzato. E che quando la polizia l'ha controllata in albergo per la manifestazione "No Kings", il suo assistente era lì soltanto perché "appoggiato" nella sua stanza. Com'è noto, la segnalazione per il controllo è partita dalla Germania, dove la Procura generale ha aperto un fascicolo di alto livello sulle azioni dell'Hammerbande. Non si esclude che la maestra brianzola possa essere sentita. È un doppio binario, uno riguarda l'organizzazione di estremisti di sinistra nata a Dresda, l'altro il caso Bonnin. A Strasburgo la ripresa dei lavori è prevista per il martedì dopo Pasqua. L'attesa, sul caso dell'assistente accreditato, è tutta per la risposta della Metsola, che in prima battuta potrebbe disporre ulteriori verifiche. "Non abbiamo commenti su questa vicenda, la lettera è appena arrivata", ha detto al Giornale, qualche giorno fa, il portavoce della presidente del Parlamento europeo. Ad accendere i vari sulla vicenda potrebbe essere anche l'Olaf, l'ufficio europeo per la lotta antifrode che si occupa dell'uso che i parlamentari europei fanno del proprio budget. Nel frattempo, dall'elenco degli assistenti dell'eurodeputata di The Left/Avs, è scomparso il nome di Mattia Tombolini, condannato in primo grado a quattro mesi di reclusione per diffamazione.

Mentre la trama del giallo si infittisce, la Salis gioca la sua partita internazionale. L'europarlamentare è ormai lanciata come un simbolo, come una Greta Thunberg della causa antifa. Ieri si è connessa con Porto Alegre, in Brasile, per la prima conferenza internazionale antifascista. Poi ha espresso "piena solidarietà" a Rima Hassan, l'europarlamentare francese fermata ieri per apologia di terrorismo. Salis e la Hassan si conoscono bene. Entrambe sono tangenti alle realtà extraparlamentari. La storia della Salis, poi, è tutta extraparlamentare: centro sociale Foa Boccaccio, il luogo di formazione politica, e appunto la Hammerbande. Askatasuna, No Tav e galassia anarco-insurrezionalista vengono sempre difesi dalla Salis.

Che sul piano internazionale si muove con la Flottila per Cuba e firma appelli con la Jeune Garde antifasciste, il movimento francese tirato in ballo per l'omicidio di Quentin Deranque. Nomi, luoghi e fatti diversi che trovano il loro trait d'union nella galassia antifascista cui appartengono. L'emisfero ideologico che Ilaria Salis da Monza si candida a rappresentare a livello globale.

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