Salvini e Di Maio fanno asse: ma sulle autonomie è scontro Lega-M5S

Il capo politico del Movimento 5 Stelle e il leader della Lega confermano, come Conte, la tenuta del governo. Ma dopo la manovra, ora è il momento di parlare delle riforme che più stanno a cuore ai due partiti

Salvini e Di Maio fanno asse: ma sulle autonomie è scontro Lega-M5S

Matteo Salvini e Luigi Di Maio, nel mezzo delle polemiche sulla manovra, si confrontano sulle riforme più importanti dei programmi di Lega e Movimento 5 Stelle. E se il premier Giuseppe Conte prova a serrare le file, dall'altro i due azionisti di maggioranza del governo iniziano a mettere i paletti per chiudere sulle riforme più importanti.

Per Salvini, il reddito di cittadinanza "dovrebbe modellarsi come quello della Regione Lombardia, un inserimento vero al lavoro vero. I risultati positivi raggiunti in Lombardia spero possano essere raggiunti in tutta Italia. Stiamo mettendo paletti per evitare i furbetti". Di Maio, durante un forum Agi, nega che ci "siano contrapposizioni" fra Lega e pentasttellati riguardo alle misure anti-povertà. Mentre sul tema dell'autonomia, uno dei cardini del programma del Carroccio, Di Maio ha detto che "occorrerà una lunga contrattazione con le regioni", perché anche Veneto e Lombardia chiedono "un'autonomia diversa" e ribadisce che "nessuno dovrà essere danneggiato" perché "non stiamo creando uno statuto speciale".

Ma qualcuno del M5S vuole maggiore chiarezza. La senatrice Paola Nugnes, ai microfondi di Adnkronos, dice: "La manovra economica al Senato è stata votata, ma ora per il Movimento secondo me la partita decisiva sarà quella sulle autonomie, che penalizza il Sud". Per la senatrice, bisogna "rimettere a punto i rapporti con il 'contraente'" leghista. "La proposta portata dalla Lega in Consiglio dei ministri l'altro ieri è un progetto che penalizza il Sud che ci ha votato. E che, da quello che mi risulta, all'estero, e in particolare negli Usa, verrà letto come una vera e propria secessione del Nord dal resto d'Italia".

E il capo politico del M5S dà l'ok anche alla riforma della legittima difesa, "è stata già modificata al Senato, l'approveremo il prima possibile".

Entrambi i vicepremier difendono la manovra. Di Maio, come Conte, punta il dito sull'Unione europea, dicendo che i tempi stretti sono stati causati dalla trattativa con Bruxelles. E anche Salvini mette nel mirino Bruxelles, con "affettuosi auguri" a Di Maio e ricordando all'Ue che "a maggio si cambia". Intanto, il ministro dell'Interno spiega che con la legge di bilancio "nessun pensionato prenderà di meno nel 2019, restituisce migliaia di euro a italiani". Sulla stessa linea Conte: "La manovra nasce con un segno chiaramente espansivo e lo mantiene anche dopo le modifiche effettuate a seguito del negoziato con Bruxelles".

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