Green pass, 51 leghisti disertano il voto. Salvini: "I nostri parlamentari sono liberi"

Il leader della Lega getta acqua sul fuoco dopo le polemiche da parte del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga

Il leader della Lega Matteo Salvini
Il leader della Lega Matteo Salvini

Sono solo 69 su 132 i parlamentari della Lega che hanno votato il secondo decreto sul Green pass. Gli assenti giustificati risultano 12, gli altri leghisti hanno preferito non esprimersi. La Camera dei Deputati ha confermato la fiducia al governo. I voti a favore sono stati 413, 48 i contrari e un astenuto. Mancavano all'appello ben 51 deputati del Carroccio. La decisione degli esponenti della Lega rischia di far crescere le polemiche, già innescate dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, il quale aveva affermato che nel partito di Matteo Salvini non c’è spazio per i no vax. Lo stesso leader della Lega, però, ha gettato acqua sul fuoco. In una conferenza stampa a Milano, dopo che il 40% dei parlamentari leghisti ha disertato il voto sulla certificazione verde ha dichiarato: “I parlamentari sono liberi di esserci o non esserci. Ognuno è libero di agire secondo coscienza, siamo in democrazia e non in un regime”.

Ieri, comunque, in occasione del voto di fiducia sul decreto, la Lega era stata presente al 60%; avevano votato sì 80 senatori leghisti su 123. 41 erano stati gli assenti non giustificatì, mentre sul primo dl Green pass i sì leghisti si erano fermati a quota 45, facendo registrare il più alto numero di banchi vuoti tra le file della maggioranza. Tra gli esponenti del Carroccio assenti c'erano l'ex ministro Lorenzo Fontana, Andrea Crippa, Guglielmo Picchi, Raffaele Volpi, Dario Galli, Alessandro Pagano, Barbara Saltamartini, Antonio Zennaro e Claudio Borghi. Nuove nubi all'orizzonte sono previste nei prossimi giorni, dopo la fuoriuscita dell’europarlamentare Francesca Donato, che aveva lamentato lo strapotere di Giancarlo Giorgetti tra i leghisti.

La divisione interna al suo partito non preoccupa il capo del Carroccio, neppure le possibili ulteriori uscite dalla Lega di alcuni esponenti contrari alla vaccinazione. “Nei prossimi giorni – ha continuato – si aggiungeranno ai nostri gruppi alcuni parlamentari di diversi partiti, non solo di centrodestra. Per uno che va dieci ne entrano”. Salvini, per confermare l'ottimo stato di salute del Carroccio, ha anticipato che se a fine ottobre i dati sui contagi saranno incoraggianti, si potranno riavviare i congressi della Lega, che non si potevano celebrare in emergenza sanitaria. Se tutto procederà come programma entro fine anno ci sarà il rinnovo di tutte le segreterie delle sedi cittadine e di sezione, ben 1.500.

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