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Salvini provoca poi tende la mano: "Niente polemiche lavoriamo uniti"

Il leader leghista attacca gli azzurri: "Qualcuno pensa a un posto nel governo, no agli inciuci" Lo sgambetto su Mediaset e sulla Calabria. Ma i suoi: "É solo una scossa di assestamento"

Salvini provoca poi tende la mano: "Niente polemiche lavoriamo uniti"

Dal quartier generale leghista ci tengono a far sapere che i nuovi arrivi ex forzisti «non sono stati sollecitati da nessuno», hanno cambiato casacca «di loro iniziativa» in seguito ad un «forte disagio», insomma non ci sarebbe in corso una campagna acquisti a spese di Forza Italia, tanto meno come ritorsione leghista per le aperture di Berlusconi ad una collaborazione con l'esecutivo sui provvedimenti anti Covid. Tuttavia la tempistica dello «scippo», in contemporanea con altri sgambetti agli azzurri e al Cavaliere, alimenta i sospetti di un'operazione studiata a tavolino dal leader leghista. I sospetti sono reciproci, quelli di Salvini su un possibile «inciucio» tra azzurri e governo sono stati rafforzati dalle parole insolitamente benevole di esponenti di primo piano Pd e M5s nei confronti del Cavaliere, il loro ex grande nemico. E infatti è partita subito la controffensiva di Salvini, su vari fronti. «A me interessano i rapporti con gli italiani, che per quanto mi riguarda devono essere sempre trasparenti» risponde l'ex ministro quando a Rtl 102.5 gli chiedono lo stato dei rapporti con gli alleati berlusconiani. Poi l'affondo: «L'appello di Mattarella è alla collaborazione, non agli inciuci o ai rimpasti, mi sembra che per Pd, 5Stelle, Renzi e a leggere anche per qualche pezzo di Forza Italia si stia parlando di posti, non di cose da fare».

L'attacco a Forza Italia e ai suoi leader, assicurano però fonti vicine al segretario leghista, è più un avvertimento che una dichiarazione di guerra vera e propria. Il Capitano è convinto che «gli eletti e gli elettori di Forza Italia non pensano minimamente ad una svolta governista», un rimpasto con qualche ministro berlusconiano in un governo Pd-M5s lo reputa poco credibile, l'inciucio uno scenario remoto. Anche perché siamo alla vigilia di una tornata amministrativa importante, le trattative sui candidati comuni nelle varie città (da Milano a Napoli) sono ben avviate, non è certo il momento di rompere l'alleanza. «Sono scosse di assestamento» dicono dal quartier generale leghista, dove però sono altrettanto convinti che la ritrovata centralità di Berlusconi, e il corteggiamento che gli arriva dall'area governativa, non dispiacciano all'ego dell'ex premier. In serata però Salvini vuole lanciare un segnale di riappacificazione: «Lavoro con tutto il centrodestra per una coalizione unita e concreta, capace di curare e proteggere gli italiani. Non ho tempo per polemiche politiche o inciuci».

Comunque è una partita che non esclude anche colpi bassi. Uno di questi, oltre alla velata accusa di voler inciuciare con grillini e Pd, è la pregiudiziale di costituzionalità presentata proprio dalla Lega alla cosiddetta norma salva Mediaset contenuta nel dl Covid, da oggi in Aula a Montecitorio. «Non voglio lontanamente pensare che ci siano scambi di interessi e favori» dice Salvini.

L'altro strappo ha come sfondo la Calabria e l'arresto del presidente del consiglio regionale, Domenico Tallini, esponente di Fi. Salvini coglie l'occasione per solidarizzare con il magistrato che ne ha disposto l'arresto: «Ho mandato gli auguri di buon lavoro a Nicola Gratteri, che conosco e stimo, quando c'è da fare pulizia ben venga chi lo fa. Tallini mi ha attaccato più volte, non ne conosco le vicende, ma se si muove Nicola Gratteri si vede che ha le ragioni per farlo». Una dichiarazione non proprio garantista. Per ore ieri si sono rincorse le voci di una telefonata chiarificatrice tra Salvini e Berlusconi, l'ultimo contatto tra i due risale a lunedì scorso.

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