Salvini spera in Donald. I grillini insultano il Pd: "Da stupidi tifare Biden"

L'attesa del verdetto dagli Usa divide la politica. La sinistra all'attacco del tycoon

Salvini spera in Donald. I grillini insultano il Pd: "Da stupidi tifare Biden"

Gli alleati di governo M5s e Pd riescono a litigare anche sulle elezioni Usa. Succede che il sottosegretario grillino agli Esteri, Manlio Di Stefano, ospite in tv per commentare il voto americano spieghi che «sarebbe stupido» per un partito di governo schierarsi per Biden, perchè «bisogna sostenere l'alleanza con gli Stati Uniti, chiunque sia il presidente. Fare le cheerleader di questo o quel candidato è stupido». Il riferimento agli «stupidi» è rivolto anche al Pd, schierato per Biden? «Certo che ce l'ho anche con loro» risponde il grillino, facendo infuriare gli alleati. «Di Stefano ha perso un'altra occasione per stare zitto. Il Pd per radici, storia e cultura politica sostiene da sempre i Democratici americani e naturalmente Biden» gli replica sui social il capogruppo Pd, Andrea Marcucci. «Vogliamo sperare che le offese del sottosegretario Di Stefano a noi del Pd, siano dovute alla profonda stanchezza di questa notte elettorale passata in bianco» aggiunge in una nota il deputato e responsabile Esteri dem Emanuele Fiano, che sulla disputa legale che si aprirà negli Usa sul riconteggio dei voti dice: «Ci aspettano giorni durissimi e incerti».

L'esito incerto delle presidenziali tiene in sospeso tutto il giorno anche le reazioni della politica italiana, in attesa di un verdetto chiaro. Le tifoserie sono però nette, con l'eccezione dei Cinque Stelle che in passato non avevano nascosto simpatie per Trump ma adesso si astengono da prendere posizione per non alimentare ulteriori divisioni nella maggioranza.

Anche i renziani infatti tifano per i Democratici. «Joe Biden è il candidato alla presidenza con più voti nella storia. La Democrazia ha già vinto. Trump no» scrive il deputato renziano Gennaro Migliore, mentre il presidente di Iv Ettore Rosato si lamenta per «lo show» di Trump sul ricorso alla Corte suprema, che «supera di gran lunga la realtà». Renzi invece è «preoccupato per ciò che sta avvenendo negli Stati Uniti riguarda tutti noi e non solo gli americani La scelta del presidente americano, per noi che siamo partner tradizionali degli Usa, è una scelta decisiva» dice l'ex premier in una diretta Facebook.

La Lega tifa Trump, «spero che rivinca un presidente che a differenza del precedente non ha fatto guerre per il mondo, anche alle porte di casa nostra di cui abbiamo pagato noi le conseguenze» dice Matteo Salvini, fotografato al Senato con la mascherina marchiata Trump 2020. Anche Giorgia Meloni tifa Trump ma - specifica la leader di Fdi - da «patriota italiana, perché abbiamo già visto le disastrose conseguenze che la politica estera e la dottrina Obama-Clinton hanno avuto sulla difesa dell'interesse nazionale italiano» scrive la Meloni su Facebook.

Un passaggio è anche sul flop degli «esperti», unico dato certo nel momento in cui scrive: «I sondaggi, le previsioni e le analisi (molto spesso interessate) della stampa mainstream, che davano per scontata la vittoria del candidato democratico, sono stati clamorosamente smentiti e la partita rimane apertissima».

Più diplomatico il numero due di Forza Italia, Antonio Tajani: «Non sono d'accordo con Trump sulla Nato e la politica commerciale, ma l'importante è che gli Stati Uniti abbiano un presidente che permetta di rafforzare i rapporti con l'Europa. I legami transatlantici sono fondamentali, l'offensiva cinese ci preoccupa e da questo punto di vista il rapporto con gli Stati Uniti diventa fondamentale», a prescindere da chi guidi la Casa Bianca. Un'elezione «condizionata dal Covid mentre l'elemento pre Covid era la lotta alla disoccupazione e la ripresa economica» riconosce Vincenzo Amendola, ministro per gli Affari Europei.

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