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Sanità, sventato il blitz 5s. Fake news anti-governo

Categorie spaventate: attribuito alla maggioranza un emendamento grillino contro l'assistenza integrativa

Sanità, sventato il blitz 5s. Fake news anti-governo
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Sarebbe stata un'altra "manina" non individuata, quella che la notte scorsa avrebbe fatto arrivare alle chat del mondo assicurativo e della sanità privata un pesce d'aprile che ha fatto fibrillare la categoria: un emendamento "fake" attribuito al governo sul decreto legge Pnrr, che avrebbe pesantemente penalizzato la sanità integrativa. Il titolo del documento, datato primo di aprile - che era anche la deadline per presentare gli emendamenti in commissione Bilancio alla Camera - recitava così: "Emendamento del governo 29.0.100".

In realtà il testo ricalcava quello di una proposta presentata dal M5S e già rigettata dalla Commissione Bilancio della Camera. Quando però è stata diffusa, non si sa da chi, come se fosse un imminente emendamento del governo in via di deposito, ha a dir poco mandato in subbuglio il settore. Perché con quel testo si chiedeva di destinare le risorse dei fondi sanitari "per l'80% a prestazioni extra-Lea e per il 20% a prestazioni Lea erogate da strutture pubbliche, limitatamente alla quota a carico dell'assistito", e di condizionare "il rispetto di tali soglie per il riconoscimento del beneficio fiscale". Inoltre stabiliva "l'esclusione dagli incentivi fiscali per le forme di assistenza sanitaria integrativa affidate alla gestione di soggetti con finalità di lucro". Un intervento fortemente sfavorevole per il comparto, che "non ha mai fatto parte della visione di questo governo - spiega Ylenia Lucaselli (foto a destra), capogruppo di Fratelli d'Italia in Commissione Bilancio - Si tratta di un testo che attacca frontalmente la sanità integrativa e che noi abbiamo già rispedito al mittente, cioè il M5s, perché ritenuto dannoso per il sistema. Far circolare nelle chat delle categorie un emendamento riferito al Dl Pnrr attribuendolo a Fdi, ma dal contenuto identico ad uno dei 5S già bocciato dal governo e dai relatori, è un atto di sciacallaggio politico che qualifica chi lo compie. L'emendamento in questione non è mai stato depositato dal governo. Tentare di metterci contro le categorie con queste fake news è un gioco infantile che non passerà. La verità è scritta nei verbali: quella proposta è dei 5 Stelle, noi l'abbiamo bocciata e continueremo a difendere il settore da blitz ideologici e menzogne".

Lucaselli racconta di essersi svegliata "con il telefono stracolmo di messaggi dal mondo degli industriali che chiedevano conto di questo emendamento. Ho subito scoperto che era un testo dei Cinque stelle che avevamo ovviamente respinto perché portatore di un'ideologia lontana da noi. Noi non abbiamo mai demonizzato la sanità convenzionata che è uno dei pilastri della sanità pubblica. Non so chi l'abbia fatto circolare ma siamo arrivati a un livello bassissimo, che utilizza la disinformazione per colpirci. Qualcuno sperava così di mettere in difficoltà il governo agli occhi delle imprese".

Una manina o un gigantesco equivoco? "Mi sembra difficile si tratti di un equivoco -

spiega Marco Osnato (foto a sinistra), presidente della Commissione Finanze di Fdi - anche perché gli è stata data una veste di ufficialità, addirittura con un numero di emendamento. È stata una manina, è un fatto grave".

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