Migliore spot alla separazione delle carriere non poteva esserci. Da mesi Roberto Saviano ha il dente avvelenato contro l'Inter, sostiene che anche Juve e Milan (e in passato il Napoli) siano state conniventi con le curve infiltrate dalla 'ndrangheta, è convinto che i nerazzurri debbano "retrocedere in Serie B" per i rapporti con il capo ultrà interista Andrea Beretta - killer del suo amico Antonio Bellocco, rampollo del casato calabrese ammazzato a coltellate nel settembre del 2024 e condannato "solo" a 10 anni - che a suo dire "conserverebbe i segreti" dell'attuale capolista. "Siamo solo al primo atto - sibila l'autore di Gomorra - per i rapporti con mafia e ultras i nerazzurri meritano di retrocedere". Quindi pm e Tribunale che li hanno graziati hanno sbagliato tutto.
Certe allusioni feriscono la credibilità di chi viene infangato ma anche di chi le pronuncia. Se alcune farneticazioni contro le società di calcio di certo non resteranno impunite, quello che sorprende è l'affondo più perfido che Saviano riserva alla magistratura, per la sentenza a suo dire "ambigua" del processo Doppia Curva che ha condannato anche la frangia milanista guidata da Luca Lucci, alter ego di Beretta, condannato anche lui a 10 anni e accusato di aver pianificato assieme al vice Daniele Cataldo il tentato omicidio dell'ultrà Enzo Anghinelli, sfiorato da storiacce di droga.
Come sappiamo dalle motivazioni delle condanne per quasi 90 anni di carcere, inferte dalla Gup di Milano Rossana Mongiardo lo scorso 17 giugno a carico di 16 imputati nel processo abbreviato, le curve sono state decapitate anche per il lucroso business della droga, per il bagarinaggio che valeva 100mila euro l'anno, per il merchandising e la gestione dei parcheggi "attraverso intimidazioni e violenze", mentre le due società si sono costituite parti civili e sono state risarcite.
La strategia dei due club è stata sostanzialmente condivisa anche dalla Procura guidata da Marcello Viola, la cui fede interista gli ha creato non pochi grattacapi. Per Saviano invece Inter e Milan avrebbero flirtato con questi ambienti, ci sarebbero state relazioni intense evidenziati anche nelle requisitorie, insomma più che vittime la loro responsabilità sarebbe dovuta emergere dalle indagini iniziate nel 2024 (ben prima dell'omicidio di Bellocco) da parte dei pm della Dda Paolo Storari e Sara Ombra.
Dunque, quando Saviano lamenta le "ambiguità" della sentenza ammette che il Tribunale ha sposato la linea della Procura e di Viola. Dalle 300 pagine della sentenza pubblicata nei mesi scorsi qualcosa però era emerso. Le due Curve sarebbero state sostanzialmente il paravento di traffici illeciti, l'Inter era in condizione di "sudditanza obtorto collo", chi teneva i rapporti coi tifosi avrebbe "agevolato in buona fede" un sodalizio "formato da pericolosi pregiudicati" a cui era stata data una "sorta di legittimazione" a commettere azioni illegali e violente, come (lato Milan) il pestaggio di Cristiano Iovino, alla presenza di Fedez e del suo bodyguard Cristian Rosiello.
Le due società oggi hanno reciso i ponti con le tifoserie organizzate, lo si vede dalle tante contestazioni in curva e sui bollettini ultrà e hanno patteggiato con la Procura federale con qualche decina di migliaia di euro. Se l'Inter fosse "mafiosa" come dice Saviano, la Procura e il Tribunale non avrebbero fatto fino in fondo il loro lavoro. Siamo sicuri che Saviano domenica e lunedì voterà No?