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Lo scandalo Epstein travolge Mandelson. E spunta un figlio

L'ex guru della sinistra lascia i Lord. I Clinton testimonieranno

Lo scandalo Epstein travolge Mandelson. E spunta un figlio
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La testa di uno degli "dei" del Partito laburista britannico rotola sotto il peso dello scandalo Epstein. Peter Mandelson, spin doctor dell'ex premier inglese Tony Blair, architetto del New Labour che contribuì in maniera decisiva all'ascesa al potere della sinistra britannica nel 1997 fino all'apice e alla sua fine nel 2010, da oggi non siederà più nel Parlamento di Westminster in qualità di Lord. Dopo aver lasciato il partito domenica, immortalato in mutande in una delle foto dei file compromettenti, Mandelson si dimette dalla Camera alta britannica anche a causa delle pressioni del primo ministro, il laburista Keir Starmer, che l'anno scorso lo ha nominato ambasciatore negli Usa. Il barone rischia persino un'inchiesta penale a causa delle rivelazioni emerse dalle email comparse nei documenti del caso Epstein. Dall'alto del suo ruolo di ministro al Commercio, che ricoprì due volte, e anche di Commissario Ue al Commercio dal 2004 al 2008, Mandelson inviò documenti confidenziali al finanziere americano Jeffrey Epstein, finito in carcere per sfruttamento sessuale di minorenni e poi morto suicida in cella. Nelle sue "lettere", l'ex braccio destro di Blair preannunciava la vendita di asset per 20 miliardi di sterline, avvisava del salvataggio dell'euro il giorno prima del suo annuncio, sosteneva di "sforzarsi molto" per cambiare la politica governativa sui bonus dei banchieri e suggeriva che il capo di JP Morgan "minacciasse leggermente" il ministro delle Finanze. Uno scandalo, per il momento, più politico che sessuale per lui, sposato nel 2023 con un traduttore brasiliano.

Dopo la punizione esemplare subìta da Andrea, il fratello di Re Carlo III punito dalla Famiglia reale con la privazione del titolo di Principe, ela cacciata dal Palazzo a causa delle accuse di abusi su minorenni, lo scandalo Epstein travolge dunque un altro protagonista della vita pubblica britannica. Ma i contenuti delle oltre 3 milioni di pagine, delle circa 180.000 fotografie e dei 2.000 video pubblicati dal Dipartimento di Giustizia americano stanno facendo tremare politici, potenti e vip dalle due parti dell'Atlantico, dal presidente americano Donald Trump all'ex Bill Clinton, da Bill Gates a Elon Musk, fino alla moglie dell'ex principe Andrea, Sarah Ferguson, che "chiuderà a breve" l'organizzazione benefica da lei fondata, Sarah's Trust, dopo la scoperta dei suoi contatti con il finanziere anche dopo la condanna di lui per reati sessuali.

Proprio in una delle mail inviate dalla Ferguson a Epstein 15 anni fa, l'ex duchessa di York si congratula con il finanziere per la nascita di un figlio, di cui finora non è mai trapelata notizia. Una circostanza che riaccende le speculazioni sugli eventuali eredi di Epstein. Nel 2019, dopo la sua morte, la società Morse Genealogical Services ricevette 130 segnalazioni da presunti discendenti.

Nonostante per Trump quello sui file Epstein sia "tempo sprecato", Bill e Hillary Clinton hanno accettato di comparire di persona al Congresso per testimoniare nell'ambito dell'indagine sul finanziere. Sperano di evitare un voto di accusa per "oltraggio" (ostacolo o interferenza con il lavoro del Parlamento) da parte della Camera.

Dalla Polonia, intanto, il premier Donald Tusk rilancia l'opinione di alcuni analisti, convinti che le ragazze dell'Est reclutate per gli incontri sessuali di Epstein siano frutto di un'operazione dei servizi segreti russi contro esponenti dell'élite occidentale. Come le "honeytrap" per cui era famoso il Kgb.

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