Scatta il processo al preside "ribelle"

Il dirigente veneto aveva osato criticare la Azzolina su Facebook

Scatta il processo al preside "ribelle"

Purché non siano in gioco questioni di ordine superiore, il segreto giudiziario o la sicurezza della nazione, il buon costume o l'ordine pubblico, l'odio di genere o la discriminazione razziale, il buon nome o la dignità delle persone (si commetterebbe altrimenti reato di diffamazione), la nostra Costituzione non pone limiti alla libertà d'espressione: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione» (art. 21).

Il 17 novembre e l'11 dicembre dell'anno appena trascorso il Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione del MIUR ha inviato alla Direzione generale dell'Ufficio Scolastico Regionale (USR) per il Veneto due e-mail, con allegate altrettante note firmate dal capodipartimento, Marco (Max) Bruschi, che denunciavano l'operato di un dirigente scolastico per l'avvio di un procedimento nei suoi confronti. Il dirigente, Alfonso D'Ambrosio, premiato nel 2016 come miglior docente italiano per le sue capacità innovative, che è alla guida di un istituto comprensivo distribuito su tre comuni padovani (Vo', Cinto Euganeo e Lozzo Atestino), avrebbe assunto un comportamento tale da configurare, si legge nella lettera di convocazione inviatagli il 15 dicembre dall'Ufficio Procedimenti Disciplinari (UPD) per il Veneto, firmata dalla responsabile locale (Mirella Nappa), una «grave violazione dei doveri d'ufficio», in particolare per aver leso i «principi di leale collaborazione, di diligenza e fedeltà» sanciti dal Codice civile (artt. 2014 e 2015).

L'unica colpa del ds D'Alfonso, in realtà, è di aver criticato l'attuale ministra dell'Istruzione in modo civile, si badi , e la politica del governo in materia d'istruzione, in 16 interventi postati sulla sua pagina personale Facebook, «pubblica, e quindi visibile a tutti» (si legge ancora nella lettera dell'UPD), negli scorsi mesi di ottobre e dicembre (in un caso l'addebito è conseguenza della condivisione di un articolo di giornale).

Ora il dirigente, il 26 gennaio, dovrà presentarsi all'UPD della Direzione generale dell'USR di Venezia-Mestre per il previsto contraddittorio.

Le due e-mail inviate da Max Bruschi alla Direzione generale del MIUR per il Veneto perché sia avviato un provvedimento disciplinare contro D'Ambrosio sono un atto politico, un pericoloso precedente per costringere al silenzio chiunque voglia in futuro legittimamente esprimere le sue critiche verso l'uno o l'altro governo.

Chi è al servizio dello Stato (e chiunque abbia radicato in sé il senso più profondo della giustizia e della democrazia) ha il dovere di ribellarsi all'arroganza di un potere intenzionato a sopprimere il diritto di critica e a reprimere il dissenso. Abbiamo avviato per questo, proprio su Facebook, una petizione a difesa di D'Alfonso, già firmata da più di 500 persone. Chi vuole può ora sottoscriverla anche su Change.org.

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