Lo scenario che spaventa il M5s: il sì di Conte al Mes dopo le regionali

I grillini temono che quello sulle Commissioni sia stato il primo segnale e che adesso Conte voglia far "trangugiare il Mes" ai riottosi del M5s

Lo scenario che spaventa il M5s: il sì di Conte al Mes dopo le regionali

Il trionfante accordo ottenuto in Europa da Giuseppe Conte sul Recovery Fund non è bastato per scacciare l'ombra del Mes. Una buona parte del Movimento 5 Stelle teme che da un momento all'altro il premier possa dare il via libera al Fondo salva-Stati. Magari proprio al termine delle elezioni regionali.

I timori dei grillini sul Mes

Non è un buon momento per il M5s, attraversato da faide interne e in subbuglio per come sono andati i rinnovi delle Commissioni parlamentari. Come ha sottolineato il quotidiano Italia Oggi, il vero spauracchio dei pentastellati è comunque solo e soltanto uno: il Mes. Anche perché la partita sul Meccanismo europeo di stabilità è ancora apertissima.

A parole, in un primo momento, Conte aveva spiegato che il Mes era uno strumento modesto e che all'Italia sarebbe servito ben altro per ripartire. Nelle ultime settimane la situazione è tuttavia diventata molto più opaca. Calcolatrice alla mano, qualcuno si è accorto che nel lungo periodo i conti italiani rischiano di non sopportare più il peso di una situazione del genere.

E così l'idea di attingere al Fondo salva-Stati, senza condizionalità e solo per puntellare il settore sanitario, è improvvisamente tornata in superficie, gettando nel panico il MoVimento. Ricordiamo che i grillini considerano il Mes una sorta di Troika mascherata, ovvero un attentato alla sovranità italiana.

Mercoledì scorso la risoluzione di maggioranza che ha dato il via libera al nuovo scostamento di bilancio dal valore di 25 miliardi conteneva un passaggio ambiguo. Il parte testuale del documento (firmato da tutti i capigruppo al Senato delle forze politiche che supportano il governo Conte bis) che ha fatto insospettire il M5s è quella in cui si impegna l'esecutivo "a prevedere l'utilizzo, sulla base dell'interesse generale del Paese e dell'analisi dell'effettivo fabbisogno, degli strumenti già resi disponibili dall'Unione europea per fronteggiare l'emergenza sanitaria e socio-economica in atto".

Il rischio di Conte

I pentastellati temono che quello sulle commissioni sia stato il primo segnale e che adesso Conte voglia far "trangugiare il Mes" ai riottosi del MoVimento. Già, perché lo scenario più plausibile è che il premier, spalleggiato dal Pd, possa spingere per il sì al Fondo salva-Stati dopo le prossime regionali. E questo per non "disturbare" la campagna elettorale con un tema potenzialmente spinoso da gestire dopo mille giravolte.

C'è però un problema da tenere in considerazione. Qualora Conte avesse intenzione di avventurarsi su questa strada, dovrà affidarsi a una maggioranza assoluta, dal momento che un eventuale sì al Mes farebbe aumentare il debito dello Stato. Il punto è che numerosi portavoce grillini sarebbero pronti a bocciare la richiesta del Fondo salva-Stati. A quel punto il premier finirebbe chiuso in un angolo, senza poter contare sui numeri necessari per la fumata bianca.

Nel frattempo c'è da segnalare il rapporto sempre più stretto tra Conte e Goffredo Bettini, consigliere del Pd. Pare che qualcuno, all'interno del Partito Democratico, non sia felice di questa vicinanza, anche alla luce del possibile autunno caldo che si profila all'orizzonte. Un autunno che potrebbe costare carissimo, in termini di consensi, al Pd e allo stesso Conte.

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