Giustizia, leggi e ministeri: così i jihadisti si fanno uno Stato

Trovato manuale dei vertici dello Stato islamico. L'agenda politica prevede l'edificazione di uno Stato "con uno stile di vita islamico, una costituzione coranica e un sistema che funzioni"

Giustizia, leggi e ministeri: così i jihadisti si fanno uno Stato

Scoop del quotidiano inglese, The Guardian, che è entrato in possesso di un manuale dell'Is: svelati i piani del Califfato per la costruzione di un vero e proprio apparato statale.

Il famoso quotidiano britannico è riuscito a mettere mano sull'ambito documento, intitolato "Principi nell'amministrazione dello Stato Islamico", e compilato da Abu Abdullah al Masri. In esso viene descritto una sorta di modello ideale di Stato e le linee guida da seguire per la sua edificazione. Come qualsiasi altro apparato statuale, sono previste province, ministeri e regolamentazioni burocratiche. Il tutto condito da una impostazione economica tesa all'autarchia.

Secondo gli esperti lo Stato Islamico, o Daesh come preferiscono i musulmani, sembrerebbe ispirarsi al modello sovietico o maoista, dal momento che vorrebbe concentrare a livello statale gran parte delle attività economiche. Il sanguinoso califfo Al-Baghdadi vorebbe materializzarlo sulle rive del Tigri e dell'Eufrate. Com'era facilmente intuibile, lo Stato si baserà sulla legge coranica: "con uno stile di vita islamico, una costituzione coranica e un sistema che funzioni" grazie all'addestramento "della generazione odierna" che deve essere in grado di "amministrare".

L'amministrazione pubblica: nel manuale sarebbe indicata l'esistenza di numerose categorie di impiegati pubblici e funzionari che si dicano fedeli allo Stato islamico: si tratta di esperti di statistica, finanza, burocrazia e contabilità. A questi l'Isis vuole aggiungere nuovi dipartimenti incaricati di sovrintendere l'esercito,i servizi pubblici, l'istruzione e la propaganda: proprio in relazione ai media, il fascicolo tratteggia la necessità di creare una agenzia di stampa centralizzata, supportata da agenzie minori nelle periferie.

La centralità della guerra: ma è l'arte della guerra ad avere una posizione preminente nell'agenda politica del califfo: in esso, infatti, si spiega come verranno impiegati i soldati del Califfo, che saranno suddivisi in tre gruppi: la leva militare per coloro che non hanno mai combattuto, i campi di addestramento e aggiornamento dei veterani che per due settimane l'anno dovranno tornare in caserma per conoscere le ultime novità belliche, e infine i campi per bambini.

Le risorse naturali: ulteriore punto centrale del testo sono le risorse naturali dell'IS e come esse verranno impiegate. A tal fine verranno istituiti speciali comitati, che dovranno ideare e amministrare "i progetti di produzione": una sorta di soviet con piani economici a lunga scadenza. Nonostante la gestione statale delle risorse, i sudditi del Daesh potranno comunque investire nell'impresa e nel commercio in tutte le aree, tranne quella dell'estrazione del gas e del petrolio.

L'istruzione: come in ogni regime totalitario che si rispetti non manca il capitolo sull'istruzione, che viene definito "Il mattone sul quale sarà costruita la società dello Stato islamico". Lo scopo, sempre riportato dal manuale citato dal Guardian, è “la crescita di una generazione islamica istruita e capace di governare lo Stato islamico senza il bisogno delle conoscenze occidentali".

Le regole bizzare: il neo Stato non smentisce la sua fama di Stato intransigente. Compaiono infatti strani obblighi: come quello di abbigliamento castigatissimo per le donne ma anche norme per i camionisti, che devono portare in ogni occasione un kit per la riparazione del mezzo in caso di guasto. Allo stesso tempo nei mesi scorsi i nuovi funzionari pubblici dello Stato islamico hanno emanato delle ordinanze per l'agricoltura e il commercio, come il divieto di esporre mercanzia sul marciapiede senza una licenza.

Sul contenuto del documento messo in luce dal Guardian, iniziano a farsi sentire i primi commenti: "Questo manuale non sembra prodotto da una organizzazione che commette quotidianamente atti orribili di brutalità senza senso. E questo è l'aspetto più agghiacciante. Se l'Occidente continua a vedere l'Isis come una banda di assassini psicopatici, rischiamo drammaticamente di sottostimarli", è quanto ha detto il generale Stanley McChrystal, a capo della coalizione militare in Afghanistan e responsabile dell'uccisione di Al Zarqawi, uno dei fondatori dell'Isis.

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