Se per i vip di Capalbio la cameriera è "strapagata" e persino messa in regola

Lo snobismo della Cirinnà per l'addio della colf "Sto facendo pure la lavandaia e la cuoca..."

Se per i vip di Capalbio la cameriera è "strapagata" e persino messa in regola

Fa venire in mente Lavinia Borromeo, moglie di John Elkann, che risponde a Claudio Sabelli Fioretti quando le chiede come mai non abbia amici poveri: «Dipende da che cosa si intende per povertà. Parliamo di persone che debbono lavorare per mantenersi?». E fa venire in mente Laura Boldrini che davanti alle rimostranze della sua domestica in attesa della liquidazione, a distanza di qualche mese dal trattamento di fine rapporto, minimizza ironica: «Perché dovrei imbrogliare Lilia? Era sempre stata regolare. Per duemila euro? Ma per favore, siamo seri...».

Lei, Monica Cirinnà, la senatrice del Partito democratico che ha già avuto lo shock del rinvenimento di ventiquattromila euro nella cuccia del cane della sua tenuta di Capalbio, ecco questa stessa donna, adesso ha anche grane con la colf che l'ha piantata in asso perché si è detta annoiata dalle proprie mansioni e dall'insostenibile solitudine avvertita in questi giorni nell'ampio podere. Si duole quindi la politica Dem, con parole affidate al Corriere della Sera, che inaugurano un legame tra ansia e cospirazione: «Ero già nei pasticci di mio, nelle ultime settimane. Nei pochi giorni di ferie, cinque per la precisione, sto facendo la lavandaia, l'ortolana, la cuoca. Tutto questo perché la nostra cameriera (in barba al gergo politically correct inaugurato dalla sua area politica) strapagata e messa in regola con tutti i contributi Inps, ci ha lasciati da un momento all'altro».

«Strapagata»... può quantificare signora senatrice, cosa intende lei per «strapagata»? E poi, con «tutti i contributi Inps», perché, forse i bollettini contributivi si possono «spacchettare» come le offerte del Club Med o l'abbonamento a Sky?! Per incontrare il mondo reale, qualcuno deve cadere dalle nuvole. O sarà solo un fatto di lessico infelice? A volte il vocabolario fa cilecca su certe idee, e si mette a vorticare intorno a mulinelli. Benvenuti a Capalbio, estremo lembo della Maremma toscana, dal quale la visuale, evidentemente, ha una sola direzione e una sola prospettiva. Una strana, propensione per il grottesco, sembra aver trovato la sua involontaria collocazione in questa anomala estate in cui i capricci hanno toccato la massima intensità nel pomeriggio dell'altro ieri. Altro che Ritorno a Coccia Di Morto. Altro che i tic stigmatizzati da quel radical illuminato di Antonio Albanese e da quella burina con prospettive di Paola Cortellesi. Altro che signore in caftano come in una nostrana Ibiza per ageé, altro che scacciapensieri appesi alle finestre di ville incongruentemente milionarie. Benvenuti a Capalbio, dove un raffinato effetto collaterale della pineta, del sole, della ricchezza media quasi disturbante e del presidio sinistra-chic, sono le gaffe sociali. Benvenuti a Capalbio, dove villeggia il novanta per cento dell'uno per cento. Che si stupisce di se stesso per i contributi regolari versati alla colf.

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