Marco Prato e Manuel Foffo praticavano il chem-sex. Chem è l'abbreviazione di chemical, sostanza chimica, droga. Si fa prettamente in certi festini omosessuali, la droga ha lo scopo di intensificare e prolungare le prestazioni sessuali, con partner diversi, per l'intero weekend, e fortunatamente non ci scappa sempre il morto. Questa settimana la copertina di Panorama è dedicata a un'inchiesta sulla bisessualità. Secondo il Censis sono due milioni gli italiani che hanno rapporti sessuali con entrambi i sessi. Ospite de «La Zanzara» su Radio 24, Pupo, il cantautore toscano, si confessa: ha sofferto di dipendenza sessuale, ha avuto un esperienza omosessuale e ha contemporaneamente una moglie e una compagna. Le due donne si conoscono e accettano la situazione, quindi si tratterebbe di un poliamore. La comunità dei poliamorosi, prendendo spunto dal dibattito sulle unioni civili, nei mesi scorsi ha richiesto il riconoscimento delle relazioni poliamorose e il diritto alla non monogamia e di sposarsi in più di due. Il Fatto Quotidiano riporta un sondaggio dell'agenzia YouGov: il 43% dei 1600 ragazzi intervistati non ha un orientamento sessuale definito e racconta di possedere una sessualità fluida, che permette di fare ogni tipo di esperienza contro ogni frustrazione e repressione. Una moda che dura già da qualche anno è quella delle cougar, donne mature che preferiscono uomini molto più giovani, i toy boys, ragazzi giocattolo. Le cougar li scelgono per manifestare una seduttività predatoria e aggressiva in piena libertà. Da aggiungere alla lista ci sarebbe un 10% della popolazione adulta che apprezza il feticismo e il sadomasochismo. E per concludere bisogna citare la categoria degli asessuali, persone che non hanno attrazione proprio per nessuno. Chiedono la normalizzazione della loro condizione perché non sono malati e vogliono essere considerati come gli eterosessuali, gli omosessuali e i transessuali. Tutte queste categorie, a prescindere dal fatto che si vogliano definire psicologicamente patologiche o sane, hanno in comune l'esclusione dell'altro e della relazionalità. I costumi sessuali sono cambiati, i matrimoni diminuiti, le separazioni aumentate, le nascite rarefatte e gli individui sono sempre più soli. Un filone culturale sta veicolando una visione pansessuale della sessualità. Ogni rimando alla normalità è bandito come è bandito un sesso che si coniuga con l'affettività, visto come lo stereotipo culturale della coppia tradizionale che si ama e si promette una improbabile fedeltà. Il problema però, in questi casi, non sembra essere l'amore eterno auspicato dai romantici, ma la capacità di riconoscere la profondità dell'altro e di amarlo per quello che è. Nelle perversioni l'amore non c'è perché l'altro è soltanto uno strumento per giungere al piacere. L'eccitazione erotica nasce quando c'è un'azione che è percepita come trasgressiva, fuori dalla norma e dalle convenzioni sociali. Anche nella sessualità ordinaria alcuni individui distinguono l'amore tenero da quello puramente sessuale ma non c'è una dissociazione netta e l'affetto e l'amore, la vera intimità, rimangono realtà desiderate.
C'è da chiedersi se di questo passo, tra qualche decennio, saremo ancora capaci di amare qualcuno, di amarlo davvero e di essere riamati o saremo destinati a una vita trascorsa nella prima metà saltellando di corpo in corpo e per l'altra metà in una dolorosa solitudine.Se la sessualità si slega dal sentimento
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