"Seconda ondata prevista da tempo: Cosa è stato fatto per prepararci?"

Bonomi accusa: "Sono stati stanziati 6 miliardi per la sanità ma al ministro Speranza sono arrivati progetti solo da 5 regioni"

I miliardi alle imprese "non si sono visti". I furbi "non siamo noi". Stiamo ancora a vedere la curva dei contagi. E i luoghi di lavoro sono i più sicuri. Davanti ai giovani imprenditori il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ( è un fiume in piena. E torna all'attacco del governo nel momento più delicato per Palazzo Chigi. Virus ed economia. Bonomi critica l'azione dell'esecutivo: "Il Covid è stato qualcosa su cui nessuno era preparato. Anche il governo non poteva essere preparato e ha svolto un ruolo immane. Ma dall'emergenza bisognava pensare al futuro. Stiamo fronteggiando una seconda ondata: che abbiamo fatto nel frattempo? Sono stati stanziati 6 miliardi per la sanità ma al ministro Speranza sono arrivati progetti solo da 5 regioni".

Gli strumenti messi in campo finora sono insufficienti, accusa il numero uno degli industriali: «Non c'è fiducia nell'app immuni, non ci sono tamponi e strutture pronte; non è possibile, bisogna ricreare la fiducia anche nelle misure che verranno assunte». E sul recovery fund Bonomi (nella foto) ricorda che "Oggi è in difficoltà il governo, ma deve uscire da certe logiche e confrontiamoci. Perché dire che il Pil è -9% significa 180 miliardi. E se il piano Next generation Eu è la grande occasione con 209 miliardi, abbiamo la grande perdita di 180 miliardi. Gli oltre 200 miliardi non ce li danno perchè siamo bravi, ma perchè andiamo peggio degli altri su alcuni parametri. Il reddito pro capite dell'Italia è tornato a quello di 26 anni fa. Siamo un Paese in crisi e se abbiamo un Pubblica Amministrazione nella quale non abbiamo fiducia è un grosso problema - afferma -. Noi siamo abituati a guardare al futuro, Next Generation UE funziona oggi. Stiamo costruendo una dimensione europea importante, ma dobbiamo anche coltivarla». E a proposto di miliardi, questa volta in termini di aiuti alle aziende, Bonomi alza il tiro sull'esecutivo Conte 2: «Ho sentito dire : voi imprese avete preso 88 miliardi. Io non li ho visti. Forse mi sono distratto a fare il presidente di confindustria e sono andato a vedere il conteggio". In quegli 88 miliardi in realtà ci sono le garanzie, "ma quelli sono prestiti e i prestiti le imprese li ripagano.

Diventano un costo per lo Stato solo se l'impresa fallisce. Poi ci hanno detto che c'è la Cig: ma giustamente e ci mancherebbe altro: quei soldi non li avete date alle imprese, anzi li abbiamo dovuto anticiparli noi , quei soldi". Da qui anche l'accusa diretta al presidente dell'Inps Pasquale Tridico: «Dice che siamo furbi. Siamo un po' suscettibili quando ci chiamate furbetti quando poi i furbetti siete voi che non sapete gestire i vostri enti». Sul blocco dei licenziamenti Bonomi chiede al governo un dialogo: "Capisco che sul blocco, che secondo me è il blocco delle assunzioni, oggi il governo sia in difficoltà, ma bisogna uscire da certe logiche", dunque "confrontiamoci", perché gli interventi emergenziali ora rischiano di avere conseguenze più pesanti sulle aziende. E a proposito di lavoro ne ha anche per il ministro Nunzia Catalfo: «Le politiche attive del lavoro non si fanno con il reddito di cittadinanza ma con le politiche attive del lavoro, non con l'assunzione dei navigator. Se non funziona troviamo un'altra strada. Pensiamoci insieme».

Di certo la situaizone è pesantissima: «Abbiamo detto mesi fa che eravamo in un'economia di guerra, ci hanno criticato. Oggi lo dicono tutti. L'ambizione è tornare a compiere quello che hanno fatto i nostri padri dopo la guerra, che hanno costruito un paese che ha insegnato a tutto il mondo. Dobbiamo ricreare fiducia in un momento dove la fiducia non c'è".

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