A Paolo Barilla confidò che mai avrebbe barattato le gambe con la vita che aveva vissuto dopo l'incidente. Ieri sull'altare avrebbe potuto esserci un volante, invece c'era la sua handbike. Dio gli aveva dato una seconda vita e lui non voleva buttarla rallentando. Non ci si era sistemato scomodo con tutto ciò che gli mancava, l'aveva scelta per davvero. Non lo ha mai mosso un desiderio debole, sottopeso, malaticcio. È uscito dalla sua guerra con quel che gli rimaneva di un corpo scampato alla morte e si è portato da intero. Coerente alla faccia maschia e piena di meritatissime pieghe, Alex Zanardi si è inzuppato il cuore degli anni a venire senza mai far sentire il rumore del suo orgoglio incrinarsi. E non ha trattato i suoi giorni da premio di consolazione. Chiunque si sarebbe perso in lunghi giri di pretesti per molto meno. Ieri, quel velocipede scarno, vagamente imparentato con una gigantesca formica d'acciaio, arrampicato sui gradini dell'altare era lì a dire che l'ex pilota non si è mai sentito né sbeccato, né sconfitto. La verità è una scoperchiatura e ieri stava in bilico non distante dalla sua bara bianca, il colore usato per avvolgere i corpi di chi non ha avuto il tempo che avrebbe meritato. Ma la verità è che Zanardi il suo tempo lo ha dilatato, si è cercato e trovato nella sua (nuova) storia. Ha ricalibrato potenza e resistenza, le ha montate su tre ruote, ha cambiato i gesti, allenato braccia e avvenire, ha fatto i conti con l'economia dei ricordi. Avanti è l'unica direzione che si è dato senza torcersi altrove. C'è chi fatica in vite molto meno scomode, lui si è eretto da gigante su un corpo mozzo. Nessun grido da vinto impigliato nei nervi, solo il sollievo di sentirsi vivo e di poter ancora fare qualcosa di se stesso. E perfino molto più di qualcosa.
Ha involontariamente impartito un'infinità di lezioni, l'ultima è stata quella curiosa sagoma preistorica appoggiata in chiesa. La vita se l'è presa tutta, in qualunque modo abbia deciso di arrivare e di trattarlo. Con curve, salite e schianti. Gli anni bruschi? Perfino meglio...