Segre: ''Mio marito aderì a destra in cui c’era Giorgio Almirante''

La senatrice a vita Liliana Segre ha ammesso di aver sofferto per la decisione tanto da chiedere al marito di scegliere tra lei e la politica

La senatrice a vita Liliana Segre negli studi di ''Che tempo che fa'' ritorna sulle polemiche in merito all’intitolazione di una strada a Giorgio Almirante a Verona proposta quasi contemporaneamente alle decisione di dare a lei la cittadinanza onoraria raccontando un fatto della sua vita personale, quella cioè del marito che per alcuni anni ha militato nel Msi.

''Mio marito, che era stato uno che aveva scelto due anni di internamento pur di non stare nella Repubblica sociale, vedendo molto disordine, per un certo periodo aderì a una destra in cui c’era anche Almirante'', ha dichiarato la Segre ammettendo che questa decisione l’ha fatta soffrire molto tanto che la coppia ha vissuto ''una grande crisi''. La senatrice a vita ha ammesso di aver invitato il consorte a scegliere tra lei e la politica. In quest’ultimo caso, però, la conseguenza era la separazione.

Dopo le tenebre della crisi, ecco la luce della serenità: ''Per fortuna lui rinunciò per amore nei miei confronti - ha continuato la Segre-a una eventuale carriera politica. E io aprì le braccia a un amore ritrovato e fummo insieme per altri 25 anni''.

Alla vigilia del Giorno della memoria, la Segre ricorda:''Quel 27 gennaio io non ero ad Auschwitz, non ho avuto la gioia di veder aperto quel cancello. C’erano solo morti o persone malate che non avevano potuto obbedire al comando della 'marcia della morte’”. I più giovani pensano che quel giorno la guerra sia finita, ma la senatrice a vita tiene a ricordare: “Non è così, il conflitto era ancora nel pieno''.

La Segre nel corso della trasmissione ha anche ricordato il momento in cui ha scelto di esporsi e di raccontare l’orrore che aveva visto. ''Diventata nonna, decisi di uscire dal silenzio durato 45 anni e fare il mio dovere di testimone. Fino ad allora non avevo avuto il coraggio di farlo''.

La senatrice a vita, poi, ha parlato anche della scorta assegnatale per le minacce ricevute proferendo parole dolci e cariche di affetto per gli agenti che la proteggono:''Tra loro e i miei nipoti non c’è molta differenza per me. Mi sento la nonna della mia scorta''. La stessa Segre ha confessato di aver temuto di essere meno libera ma con il passare del tempo ha iniziato a considerare i poliziotti come ''un grande regalo, ho degli amici, con loro posso mangiare la pizza con i miei nipoti''.

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Commenti

Anticomunista75

Lun, 27/01/2020 - 00:40

si, bravi, date la scorta a questa (per cosa?) e non datela a chi ne ha bisogno veramente.

Ritratto di scappato

scappato

Lun, 27/01/2020 - 05:09

E se avesse aderito a una sinistra colpevole di milioni di assassini, sarebbe stato OK? Mia moglie (Lithuana) ha perso in Siberia tutti i parenti maschi, eccetto uno. Gli ebrei, purtroppo, non sono steti le uniche vittime.

Dordolio

Lun, 27/01/2020 - 07:35

No, non mi piace questo modo di fare (si può dire visto chi è l'interessata???). Dei miei familiari hanno fatto scelte che non condividevo, dalla parte di chi poi mi ha a lungo perseguitato. E le ho rispettate come pure la loro libertà. No, la Segre non ci fa una bella figura. E non solo lo penso, ma pure lo dico.

Dordolio

Lun, 27/01/2020 - 11:40

Mi permetto di aggiungere che Almirante riuscì a salvare una intera famiglia di ebrei, nascondendoli mi pare nella foresteria del MInistero della Cultura Popolare (ma pensa tu...). E se non sbaglio loro - riconoscenti - quando lui era ricercato nel dopoguerra lo aiutarono a loro volta. Che la Segre ignori tutto questo mi pare impossibile.