Il sequestro e il selfie che salva la vita Rapita dal papà, trovata in Danimarca

Lo scatto inviato da Aarhus alla madre. Localizzati dalla polizia

Luca Fazzo

Milano Un selfie salva la vita. Soprattutto in questa civiltà benedettamente tecnologica, dove basta mandare una foto per raccontare a tutti dove sei, che ora è, che telefono usi. La piccola milanese che il padre aveva rapito per la seconda volta venerdì scorso, impadronendosene all'uscita da scuola, domenica riappare improvvisamente via WhatsApp, grazie a due fotomessaggi mandati alla mamma in ambasce. Due scatti col telefonino: in uno c'è lei da sola, nell'altro lei insieme al padre-rapitore. La mamma corre alla Squadra Mobile, che dal giorno della scomparsa era allertata alla ricerca della ragazzina. Gli esperti analizzano la foto, e localizzano lo scatto.

Si temeva che, come l'altra volta, l'uomo avesse trascinato la figlia verso le terre più violente del pianeta: la Siria, a ridosso dei territori oggetto oggi della fragile vittoria contro l'Isis. Invece la geolocalizzazione dello scatto fa tirare un sospiro di sollievo: Aarhus, Danimarca. La piccola e suo padre Mahler Balle, immigrato siriano, sono lì. Grazie agli accordi di Schengen, Balle è riuscito a varcare almeno tre frontiere senza incappare nei controlli. Ma sono gli stessi accordi di Schengen ad avere fatto sì che la rapita fosse inserita nei computer di tutte le polizie europee come yellow notice, un obiettivo prioritario da ricercare e prendere in consegna. Così è stata la polizia danese, allertata dal capo della Mobile milanese Marco Calì, a intervenire a botta calda.

La ragazza è stata presa in consegna dagli agenti, mentre a Milano la madre si affannava a cercare un biglietto sul primo volo per Copenaghen. Non è stato un viaggio da incubo: i poliziotti l'hanno trovata serena, di buon umore, per alcuni aspetti contenta di quei tre giorni passati col padre. Ma la vicenda costringe comunque a interrogarsi sull'efficacia dei controlli e delle sanzioni: come è possibile che un uomo già denunciato e processato per sottrazione di minore possa venire affidato ai servizi sociali senza un giorno di carcere, e riuscire a prelevare indisturbato la stessa figlia e sparire nel nulla insieme a lei?

Il pm milanese Christian Barilli ha iscritto nuovamente Balle nel registro degli indagati per sottrazione di minore, ma non ha chiesto per lui nessun ordine di arresto. Il siriano per adesso è ancora in Danimarca, a piede libero. Sarà lui a decidere se restare nel paese, dove pare abbia un cugino che lo ha ospitato nella fuga, o tornare in Italia dove però rischia che - vista la sua nuova impresa - gli venga revocato l'affidamento ai servizi sociali.

L'ipotesi degli inquirenti è che in qualche modo Balle si fosse rassegnato all'idea di venire individuato, e che non abbia fatto granché per sottrarsi alle ricerche. Dopo l'invio dei selfie e la localizzazione, ha anche permesso alla figlia di telefonare alla madre: «La telefonata è stata fatta alla presenza del padre - ha spiegato l'avvocato della donna - che a mio parere ha voluto in qualche modo far ritrovare la figlioletta.

Forse era spaventato, il cerchio si stava stringendo e non voleva aggravare la sua posizione». Oggi la ragazzina tornerà in Italia: vacanze di Natale, e poi il suo banco alla scuola media. Sperando che sia tutto davvero finito.

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Commenti

cgf

Mar, 24/12/2019 - 18:21

no, non penso invece che abbia fatto tutto questo per facilitare il ritrovamento. Innanzi tutto l'ignoranza di non sapere che si poteva venire prontamente rintracciati, non ultimo che ha invece voluto dare un chiaro messaggio alla madre, la piccola è con me, tuessereinferiore, non interferire che sono più furbo io.