Domani pomeriggio il gip interrogherà Luca Spada, l'ex autista soccorritore della Croce Rossa indagato dalla Procura di Forlì per l'omicidio volontario di sei anziani trasportati in ambulanza. Da sabato è in carcere, con ordinanza di custodia, per la morte dell'85enne Deanna Mambelli con un'iniezione letale di aria. Spada, che in varie interviste televisive nei mesi scorsi si è proclamato innocente, potrà dunque valutare se rispondere o meno alle domande del giudice. L'indagine è tutt'altro che terminata. Vista la casualità con cui Spada ha agito e l'assenza di un movente, gli anziani uccisi potrebbero essere molti di più.
"Stiamo andando a ritroso - ha detto il colonnello Gianluigi Di Pilato, comandante provinciale dei carabinieri di Forlì-Cesena - Stiamo cercando di capire se, andando indietro nel tempo, altri casi, così come quelli che in questo momento stiamo attenzionando, sono sovrapponibili".
Intanto emergono dettagli sempre più inquietanti: l'ex autista in passato si sarebbe provocato un'embolia, nel bagno del pronto soccorso. La circostanza, ancora da approfondire, risulta dall'inchiesta della Procura di Forlì e dei carabinieri e risalirebbe allo scorso autunno, al periodo precedente l'ultimo decesso contestato, proprio con l'accusa di aver iniettato aria attraverso un catetere venoso. Pare che Spada si trovasse in pronto soccorso in codice verde. Ad un certo punto sarebbe andato in bagno e quando è uscito ha avuto un malore per cui è stato necessario un intervento urgente del personale. La circostanza, che anche nelle sue motivazioni e nella dinamica non è chiara, potrebbe finire all'interno della documentazione che gli inquirenti stanno raccogliendo per lavorare ad un profilo psicologico dell'indagato.
A fornire elementi importanti agli inquirenti sono anche le intercettazioni: "È vecchia, obesa e con tante patologie. Giustamente deve morire" avrebbe detto riferendosi a una paziente anziana. E a un collega: "Bisogna che mercoledì facciamo una lunga assieme così secchiamo qualcuno e siamo perfetti". In altre conversazioni messe agli atti, quando la compagna gli chiede se ha lavorato, Spada risponde: "Sì, oggi ha fatto due morti". "Hai fatto due morti? Bravo". E lui: "No, io no, G. ho detto". "Ah bene, gli hai lasciato il biglietto da visita?". "No li ha fatti lui, non li ho mica fatti io". Dalle conversazioni sembra che ci sia un "aggancio" con le pompe funebri per procacciare clienti. Ma questa ipotesi è tutta da verificare, tanto che sono in corso anche gli accertamenti sui conti e sullo stato economico di Spada.
I pm stanno cercando di ricostruire il profilo psicologico del serial killer. E al momento hanno accertato che tutti i pazienti erano "clinicamente stabili" prima dei viaggi mortali in ambulanza.
"L'indagato è stato trovato in possesso di un bisturi - ha spiegato il Procuratore della Repubblica di Forlì Enrico Cieri -, un abbassa lingua e di alcune siringhe dotate di una filettatura che consente di connetterle in modo veloce e sicuro all'accesso venoso e consente di insufflare aria all'interno del corpo delle vittime".