"Servono le brigate di cittadinanza". Grillo soffia sulla rivolta

Nuovo intervento muscolare del fondatore del M5s a sostegno del reddito di cittadinanza. Gasparri è una furia: “Irresponsabile, alimenta tensioni sociali”. Salvini: "È un folle"

"Servono le brigate di cittadinanza". Grillo soffia sulla rivolta

“Brigatisti di cittadinanza, abbiamo bisogno di voi”: così Beppe Grillo nell’ultimo intervento sul suo blog. Un lungo articolo per difendere a spada tratta il reddito di cittadinanza, con toni che sembrano soffiare sulla rivolta. Non nuovo a simili provocazioni, il comico genovese ha chiamato a rapporto le “Brigate di cittadinanza” pur di difendere la misura bandiera del Movimento 5 Stelle che ha permesso a Conte di recuperare qualche punto percentuale alle elezioni. Un linguaggio che richiama da vicino le Brigate rosse, l’organizzazione terroristica protagonista di pagine buie del nostro Paese.

Grillo invoca le “brigate di cittadinanza”

Grillo ha ricordato che oggi i percettori del reddito di cittadinanza sono circa tre milioni, molti dei quali con competenze che vorrebbero mettere a disposizione.“E infatti sarebbe anche previsto che lo possano fare ma 'qualcuno' preferisce impedirglielo, creando ostacoli burocratici per renderlo irregolare, se non illegale, perché è più comodo usarli come carne da cannone per fare la guerra ai poveri”, l’accusa del fondatore del Movimento. Il riferimento è agli amministratori locali, rei di fare resistenza.

Ed ecco il richiamo: “Per questo chiamo a rapporto le Brigate di Cittadinanza, cittadini volenterosi che vogliano offrire il loro operato ‘illegalmente’ per aiutare la comunità in cui vivono, con lavori e opere di bene nel proprio quartiere o nel proprio paese, perché servire la comunità è un dovere ma anche e soprattutto un diritto di ognuno”. Dalla riparazione della panchina dismessa al ripristino del giardino abbandonato, Grillo ha citato le varie attività da intraprendere per mettersi a disposizione del prossimo.

Salvini e Gasparri in tackle

Parole che hanno scatenato il putiferio sui social network e non mancano le note di biasimo. Particolarmente netta la presa di posizione di Maurizio Gasparri: il senatore di Forza Italia denuncia apertamente “parole inaccettabili”. “Ricordiamo le Brigate rosse. Ricordiamo i linguaggi minacciosi del passato di taluni che furono sottovalutati”, l’analisi dell’azzurro, che ha messo in risalto il pericolo di alimentare tensioni sociali: “Grillo e il movimento che ha fondato dimostrano così una grande irresponsabilità. In un momento di gravi tensioni internazionali parlare in questo modo vuol dire mettersi fuori dalla costituzione, dalla democrazia, dalla legalità repubblicana”. Le parole del comico hanno mandato su tutte le furie anche Matteo Salvini.

Tranchant il leader leghista: "In questo momento drammatico per l'Italia, chiunque parli di Brigate è un folle e un irresponsabile". Perentorio anche il deputato Luca Toccalini: "In un momento come questo utilizzare termini che rammentano il terrorismo è davvero indecente. Siamo alla pazzia".

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