Sesso e droga nello yacht: imprenditore e amante morti

Stefano Bertona era titolare di un'azienda di accessori per barche di lusso. Lei un'avvenente russa di 28 anni

Sesso e droga nello yacht: imprenditore e amante morti

Un viaggio, per lui di lavoro, attraverso il Mediterraneo ormai pronto per le vacanze. Un mini yacht, ma con ogni lusso, ideale per non dare nell'occhio, e poi noleggiare ai ricchi festaioli di Ibiza. E una compagna, un'amante giovane e disinibita con cui provare trasgressioni ed eccessi, lontano dalla routine familiare. Stefano Bertona, 45enne imprenditore torinese, residente ad Almesa, socio unico della Priority Yachts, azienda di Genova che produce accessori per navi a sei zeri e che organizzava escursioni con due mezzi off-shore, quel viaggio non lo ha, però, finito come avrebbe voluto. Domenica sera è stato trovato morto nel suo Manò Marine (battezzato «Ma no? Ma sì!»), un off-shore di 12 metri ormeggiato a Roses, famosa località balneare catalana della Costa Brava. Accanto a lui, il cadavere di una ragazza, Leila, avvenente russa di 28 anni che Stefano, sposato e con due figli, frequentava da tre anni. Non l'unica, ma la «preferita». Soprattutto, «la maledetta» che lo stava rovinando. Almeno stando a quanto racconta chi conosceva la coppia. Il fratello Giorgio, stesso mestiere, prima socio e poi separatosi proprio a causa della «vita dissipata di Stefano», lo dice senza sapere ancora della tragedia. Incredibile ma vero. Trascorse 48 ore dal ritrovamento dei corpi nessuno aveva ancora pensato - tra consolati in Spagna, Interpol e polizia - ad avvisare la famiglia. Ancora alle 8 di ieri sera, mentre su diversi siti Internet già comparivano i nomi delle vittime, alla Farnesina nessuno sapeva nulla dell'accaduto. «Siete voi del Giornale i primi ad avercelo detto», l'amaro commento di Giorgio Bertona, attualmente in Bulgaria. «Scandaloso, ho chiamato il consolato in Spagna ma risponde sempre la segreteria telefonica...». La moglie Arianna, figli e madre hanno dovuto scoprirlo dai giornali web e dai primi messaggi di cordoglio arrivati via facebook. Alla faccia della cooperazione, dell'Europa unita, dello scambio di informazioni tra servizi...

Per la cronaca, l'imprenditore era partito da Genova venerdì per approdare con la «fidanzata» sabato sera a Roses, prima tappa di un viaggio itinerante che avrebbe compreso anche Ibiza, le Isole Baleari e le Azzorre e che si sarebbe dovuto protrarre fino a fine settembre.

Al suo arrivo il porticciolo turistico era in overbooking, così l'imbarcazione dell'italiano ha trovato posto in una zona più periferica, in attesa di riavere dalla capitaneria un ormeggio più centrale. Secondo quanto ha riferito il sindaco della cittadina, Montserrat Mindán, sabato verso le 23 la coppia si è recata a cena in un ristorante del porto e da lì si è persa ogni traccia dei due. Nel pomeriggio di domenica la macabra scoperta quando un addetto del porto, salito sul mini yacht per informare che il posto si era liberato, ha trovato i cadaveri.

Per ora un giallo sul quale indaga la polizia di Girona. Dal poco che è trapelato, sembra che le cause della morte non siano da attribuire a un omicidio, ma sia più probabile che i due abbiano assunto un massiccio cocktail di alcol e stupefacenti durante un gioco erotico particolarmente spinto. Soltanto l'autopsia, che sarà eseguita nelle prossime ore, potrà chiarire il mistero. Giorgio, il fratello maggiore che si trova sul mar Nero, anche lui in navigazione, sta rientrando in Italia. E parla come chi, avesse da tempo brutti presagi. «Negli ultimi mesi la vita di mio fratello aveva preso una pessima strada e ci riempiva di preoccupazioni - racconta al telefono sconvolto ma lucido -. Ho deciso di non affiancarlo più nel lavoro e di aprire una nuova azienda, proprio perché Stefano aveva perso la testa. Per lui esisteva soltanto il divertimento, il lusso, il bere, la droga e questa Leila, conosciuta tre anni fa a Genova, in azienda. Per lei ha buttato tanti soldi e con lei ha fatto la fine che ha fatto. Non so proprio come dirlo a mia madre, poverina, lei non potrà reggere a questa notizia». Giorgio, tace, poi aggiunge: «È stata quella russa a rovinarlo. Lui la riempiva di regali e promesse di guadagno e di bella vita. E perdipiù non era l'unica...».

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