"Sono tranquilla". Chiara Ferragni, tailleur blu e tacchi a spillo, è arrivata a Milano per la sentenza, che è prevista nel pomeriggio a partire dalle 15,30. L'imprenditrice è a processo per truffa aggravata per due casi di presunta pubblicità ingannevole, quella del Pandoro Balocco Pink Christmas, venduti a 9 euro invece che a 3, con il prezzo maggiorato giustificato dalla (presunta) beneficenza, e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. Sono coimputati anche l'ex collaboratore di Ferragni, Fabio Damato, e del presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo. Il processo svolge davanti al giudice Ilio Mannucci Pacini, con rito abbreviato e a porte chiuse.
Le richieste della procura
I pm hanno chiesto per l'influencer, che si è sempre detta innocente, una condanna a un anno e 8 mesi senza attenuanti. Stessa pena è stata chiesta per il suo braccio destro Fabio Damato, ex manager titolari dell'immagine della influencer. Per l'ad e presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo, la richiesta è stata di condannarlo a un anno. Le indagini sono state coordinate dall'aggiunto Eugenio Fusco e dal pm Cristian Barilli, e condotte dal nucleo Pef della Gdf. Le parole dell'imprenditrice dopo l'ultima udienza a Milano. "Ho ascoltato i miei difensori, sono tranquilla e fiduciosa", ha spiegato brevemente l'imprenditrice, sempre con un sorriso, uscendo dall'aula della terza sezione penale, in mezzo a una selva di telecamere e cronisti. Per i legali dell'imprenditrice, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, invece "non c'è stato alcun dolo".
I risarcimenti
Nel processo è rimasta come parte civile, ammessa ieri dalla Corte, solo l'associazione Casa del consumatore. Avevano ritirato la querela in cambio di risarcimenti due consumatori che si ritenevano truffati: la ormai famosa Adriana, una 76enne di Avellino, risarcita con 500 euro per dei pandoro comprati a prezzo maggiorato, e Adicu.
Ferragni ha già chiuso il fronte amministrativo ed effettuato risarcimenti e donazioni per 3,4 milioni di euro. L'ingiusto profitto calcolato invece dalla Gdf, in relazione alle vendite di pandoro e uova, è di 2,2 milioni di euro, tra il 2021 e il 2022.