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Eroi per un giorno

Il mondo è pieno di finti eroi che cercano applausi, non giustizia; che recitano per il pubblico, non per il bene

Eroi per un giorno
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Quando si ha sete di eroi - insegna la Storia, ma anche la cronaca - alla fine ci si ubriaca.

Vi ricordate della bidella che si faceva tutti i giorni Napoli-Milano in treno per andare a lavorare in un liceo? La sinistra ne fece il simbolo delle lavoratrici sfruttate, l'esempio per i giovani fannulloni, l'eroina del Dopolavoro ferroviario. Bene. Prima si è scoperto che era falso il pendolarismo; e ieri è stata arrestata per stalking della preside della scuola di Caivano dove era stata spostata. Se s'indaga ancora un po' si scopre che in realtà è Scianel, quella di Gomorra.

Comunque. Il mondo è pieno di finti eroi che cercano applausi, non giustizia; che recitano per il pubblico, non per il bene.

C'è il sindacalista di Genova che denunciò di essere stato picchiato da due fascisti. Fu assurto a eroe. Poi l'aggressione si rivelò inventata e l'uomo finì ai lavori socialmente utili. C'è la panettiera che ad Ascoli Piceno espose lo striscione: «25 Aprile, buono come il pane, bello come l'antifascismo» denunciando di avere subito dei controlli stile rastrellamento nazifascista del '45. Per 24 ore fu l'Irma Bandiera dell'antimelonismo. Poi si seppe che si trattò di un normale controllo amministrativo: nessuna sanzione, nessuna richiesta di rimuovere lo striscione (e anche il pane si scoprì non era 'sto granché...).

Poi ci furono Soumahoro, paladino dei lavoratori; Mimmo Lucano, eroe dell'antisalvinismo; Luca Casarini, martire no-global. Non sono finiti bene.

Ah. C'è anche la libraia che si rifiutava di vendere il libro di Giorgia Meloni. Ha chiuso.

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