Caso o necessità? È una domanda che sorge spontanea guardando l'elenco dei giudici della Diciottesima Sezione Civile del Tribunale di Roma. La sezione di cui fa parte Corrado Bile, colui che ha condannato il Viminale a risarcire per 700 euro un algerino pluricondannato (tra le altre è stato in carcere anche per aver picchiato una donna). Ed è anche lo stesso che ha evitato al conduttore di Report Sigfrido Ranucci di pagare 150mila euro di multa inflitta dal Garante della Privacy per la divulgazione dell'audio tra l'allora ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini nel "caso Boccia". Ma non è certo l'unico magistrato ad aver espresso certe posizioni sui migranti in quella sezione e, come ci dice una fonte autorevole della magistratura "lì c'è un sistema da scoperchiare e voi lo avete fatto. Chi chiede di andare in quella sezione, visto che si va su richiesta, ha un certo orientamento. Lì è fisiologico che ci siano persone vicine a quella problematica. È molto nota nell'ambiente per avere una formazione ideologica vicino a una certa area politica. Un magistrato che vuole occuparsi di migranti in un certo modo non va certo lì". Effettivamente, vedendo che tipo di sentenze escono da lì, si scorge che, sotto la guida dell'attuale presidente Luciana Sangiovanni, nel novembre del 2024, sono stati liberati dopo poco più di 24 ore i 7 migranti egiziani e bangladesi condotti nel cpr in Albania dalla nave Libra. La sezione ha infatti rinviato alla Corte di Giustizia europea la convalida del loro trattenimento. Ma, sempre Sangiovanni, ha bocciato la decisione del Garante della privacy che aveva stoppato la messa in onda da parte di Report di alcuni documenti sensibili (messaggi privati spiattellati in televisione) su Armando Siri, già parlamentare e sottosegretario della Lega. Poi però si arriva al nome per eccellenza: Silvia Albano. Non perde occasione per commentare, criticandole, le decisioni del governo in materia di sicurezza. L'ultimo recentissimo caso riguarda il pacchetto sicurezza: "Credo che si affermi un concetto di sicurezza e ordine pubblico fondato solo sulla forza e sulla repressione che è del tutto contrario alla nostra Costituzione". Le sue dichiarazioni hanno più o meno lo stesso tono, giusto perché il giudice deve essere, ma anche apparire, terzo e imparziale. Così imparziale da presenziare a un evento in favore del "No" per il referendum sulla giustizia in una sezione del Pd romano. La stessa che si è battuta per i cosiddetti paesi sicuri, su cui poi, di recente, l'Europa si è pronunciata dando ragione al Governo Meloni, rendendo quindi più facile il respingimento dei richiedenti asilo e ritenendo luoghi non ostili Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco, Tunisia. Ma Albano, fan dell'inclusione, è anche presidente della corrente di sinistra "Magistratura Democratica", che non ha mai nascosto la propria opposizione nei confronti di questo esecutivo.
Nella lista anche il nome di Damiana Colla, che nel 2023 ha condannato il ministero dell'Interno a risarcire per 18mila euro un migrante pakistano che era stato respinto dall'Italia alla Slovenia e poi in Bosnia (riammissione informale). Perché secondo la sentenza si trattava di "trattamenti inumani" e violazioni del diritto d'asilo. Ma c'è di più. Ha anche dato ragione a una migrante che aveva diffidato la questura di Roma a causa delle file fuori dall'edificio per la richiesta di protezione internazionale.
In pratica è stato ordinato alla questura di accogliere la domanda entro sei giorni, in quanto le lunghe attese minano un diritto fondamentale della migrante, in pericolo a causa dell'attesa. Decine e decine di sentenze che, prendiamo atto, vanno in una sola direzione: evidentemente questa sezione esercita una particolare forza di attrazione.