Una consulenza psichiatrica per stabilire se Andrea Sempio è in grado di stare in giudizio e se sia pericoloso. È questo l'ultimo colpo di scena della Procura di Pavia che ha eretto un castello accusatorio di 21 indizi "gravi, precisi e concordanti", per dimostrare la responsabilità di Sempio quale unico autore del delitto di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. Il pool di magistrati pavesi, anziché chiedere direttamente il processo per Sempio, a indagini chiuse ha disposto nuovi accertamenti sulla mente del sospettato.
Ad annunciare la nuova mossa della Procura, che rivela una strategia ben precisa, è stato il procuratore capo Fabio Napoleone. "A seguito del deposito, da parte della difesa dell'indagato Andrea Sempio, di plurime consulenze tecniche intervenute nel breve arco temporale decorrente dalla notifica dell'avviso di cui all'art. 415- bis c.p.p.", ha sottolineato ricordando che la scadenza dei termini delle indagini preliminari è fissata al 28 settembre 2026, "è stato disposto che i consulenti tecnici del Pubblico Ministero, già nominati, procedano a specifiche verifiche, al fine di esaminare le prospettazioni tecniche formulate dalla difesa e di valutarne la fondatezza, anche sotto il profilo del rigore e dell'affidabilità scientifica". Tradotto: i magistrati, intenzionati a blindare la fondatezza dell'impianto accusatorio, produrranno le controdeduzioni per rispondere alle 13 pagine della memoria difensiva e smontare le consulenze di Sempio già davanti al giudice che dovrà decidere se processare l'indagato. Ma la questione ancora più rilevante e fuori dall'ordinario riguarda la necessità di delineare il profilo psichiatrico del presunto assassino di Chiara prima ancora dell'avvio del giudizio. "Contestualmente, nell'ottica di garantire la completezza e l'approfondimento delle indagini, è stato nominato Roberto Catanesi, medico psichiatra, quale consulente tecnico" ha annunciato Napoleone. La Procura di Pavia, infatti, vuole accertare "l'eventuale sussistenza, di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento ai fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione, la presenza di eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di imputabilità, nonché il grado di correlazione con i fatti contestati; l'eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale" si legge.
L'obiettivo è blindare il movente sessuale, ovvero l'ossessione scaturita dalla visione dei video intimi tra Chiara e Alberto, che avrebbe spinto Sempio a tentare un'avance sessuale. Inoltre l'accertamento della sussistenza di un'eventuale pericolosità sociale del sospettato potrebbe determinare l'applicazione di misure di sicurezza cautelare.
"Siamo stupiti dalla tempistica della consulenza psichiatrica perché ci aspettavamo un confronto sui dati oggettivi" hanno commentato gli avvocati Cataliotti e Taccia. "Non ci aspettavamo che cercassero l'assassino ideale, ma che si confrontassero con noi in contraddittorio su elementi oggettivi".