"Chi ha ucciso ha incassato, chi ha perso il padre ha pagato".
È pieno di rabbia lo sfogo che Allegra Gucci - una delle due figlie dell'imprenditore patron dell'omonima casa di moda assassinato nel 1995 su mandato della moglie Patrizia Reggiani - affida ai social per commentare la decisione di tre giorni fa della Corte europea dei diritti dell'uomo di non procedere sull'istanza presentata con la sorella Alessandra contro la condanna a rispettare l'accordo di divorzio dei genitori che prevede un vitalizio alla madre. Allegra si lamenta del modo in cui sarebbe stata raccontata la vicenda, "con titoli sensazionalistici ma profondamente inesatti". Molti avrebbero parlato di "accordo segreto" o addirittura di "pace con la madre". Mentre le due sorelle Gucci - si legge nel lungo post - si sono rivolte alla Cedu "non per ragioni economiche, ma per ottenere ciò che il sistema giudiziario italiano aveva loro negato: il riconoscimento dell'aberrazione prodotta da sentenze che le avevano condannate a pagare oltre quaranta milioni di franchi svizzeri all'assassina del padre". Nonostante la condanna a 26 anni di carcere inflitta alla donna.
Ma la Corte europea non è entrata nel merito della questione, non ha detto se avevano torto oppure no. "Ha fatto qualcosa di molto più frustrante: ha archiviato il caso senza decidere", scrive la figlia di Maurizio Gucci, osservando come "pagare il riscatto non significa aver ottenuto giustizia". "Non esiste una sentenza che dica che è sbagliato. Il silenzio, in diritto, non è neutralità. È abbandono", si sfoga ancora Allegra. La Cedu ha deciso di cancellare il ricorso dal ruolo, ritenendo che la controversia non giustificasse un ulteriore esame dopo l'accordo economico raggiunto nel 2023 tra le due figlie e la madre. L'archiviazione si è basata infatti sull'intesa intervenuta nel febbraio di tre anni fa con cui le sorelle hanno versato alla Reggiani 3,9 milioni di euro per chiudere definitivamente il contenzioso. "Immaginate che qualcuno venga rapito e costretto a pagare un riscatto per riottenere la libertà - è l'amara riflessione di Allegra Gucci-. Una volta pagato, si rivolge ai tribunali per far condannare i rapitori e ottenere giustizia. Ma la risposta è: Ha già pagato il riscatto, la questione è risolta".
Altro che accordo segreto. "Allegra e Alessandra hanno dovuto negoziare sotto la minaccia concreta di procedure esecutive, il pignoramento dei beni, compresa l'abitazione.
Pagare 3,9 milioni era l'unico modo per chiudere una controversia che, diversamente, si sarebbe protratta indefinitamente - si legge ancora nella nota pubblicata su Instagram -. Non era un accordo libero. Era resa davanti a una sentenza che non avrebbe mai dovuto esistere".