Leggi il settimanale

Sfollati e paura, Niscemi sul baratro. "Tutta la collina sta per crollare"

Fino a 900 euro al mese a chi è fuori casa. "Siamo senza futuro, il governo ci aiuti"

Sfollati e paura, Niscemi sul baratro. "Tutta la collina sta per crollare"
00:00 00:00

Niscemi (Caltanissetta) - "L'intera collina sta scendendo verso la piana di Gela: significa fondamentalmente che l'impatto è particolarmente complesso".

Parole come un pugno alla bocca dello stomaco. Sono quelle che ha pronunciato ieri Fabio Ciciliano, il Capo della Protezione Civile. A Niscemi, il comune del Nisseno colpito da una frana che ha comportato l'evacuazione di centinaia di famiglie e 1.500 persone, la situazione è disastrosa. Ciciliano non ha mitigato il quadro: "Ci sono delle case prospicienti sul coronamento della frana che non potranno più essere abitate e con il sindaco, Massimiliano Conti, dobbiamo ragionare su una delocalizzazione definitiva di queste famiglie". Peraltro, c'è una fascia di sicurezza che deve essere analizzata e la frana è assolutamente ancora attiva. "La situazione è particolarmente critica" ha detto il capo della Protezione Civile. E non ci vuole molto a capirlo. Basta vedere come stanno scivolando giù le case.

Vent'anni che viviamo sotto questa spada di Damocle dice un residente di via Michelangelo Buonarroti, disabile e fuori da casa e adesso sono senza un tetto e senza futuro". "Speriamo che il Governo ci aiuti" dice un altro degli sfollati. "Sta crollando economicamente tutta Niscemi e non solo noi sfollati". "Siamo in attesa di potere rientrare e prendere qualcosa, perché temiamo atti di sciacallaggio. Danno su danno. Siamo armati di pazienza e di fiducia, ci restano solo queste". Fra le tante parole, quelle di una mamma, fra le lacrime: "Ho un bambino piccolo, mio marito lavora all'estero e siamo senza casa. Non so come fare". E anche chi non è stato colpito dalla frana, ha paura. Perché trasuda di paura l'aria che si respira in una città, Niscemi, circondata da tanta solidarietà ma ormai in ginocchio.

Al di là della passerella politica di chi si fa vedere in Sicilia solo per criticare chi governa il Paese e la Regione come se quanto è successo non fosse frutto di anni di disinteresse di ogni governante - Elly Schlein, ad esempio, mentre era nel Catanese dopo il passaggio distruttivo del ciclone Harry - la verità è che se da un lato la priorità di oggi è la tutela delle persone con il rispetto delle ordinanze comunali, delle zone rosse e la collaborazione con i soccorritori, dall'altro è avvenuta "la riattivazione di un dissesto in un contesto geologicamente fragile ha detto Marco Casini, segretario generale dell'Autorità del Bacino dell'Appennino Centrale con ruolo rilevante delle condizioni idrogeologiche locali e della presenza d'acqua nel sottosuolo". La tremenda frana è causata da una "condizione strutturale di parte del territorio, aggravata dalle sequenze meteorologiche intense". Intanto la gente sta fuori casa e vede buio.

Il procuratore di Gela, Salvatore Vella, è stato in sopralluogo nella zona rossa.

Lo Stato, dal fondo CAS -Contributo di Autonoma Sistemazione-, ha stanziato 400 euro a famiglia più altri 100 per ogni componente sino ad un massimo di 900 euro, tutto al mese e per un anno. Procedura già attivata in presenza dell'ordinanza di sgombero.

Ma chi abitava quelle case e oggi è sfollato, non si consola per questo.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica