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"Siamo atlantisti". Ma il M5S si astiene sulla risoluzione per l'Ucraina

Gli eurodeputati grillini si astengono sulla risoluzione approvata dal Parlamento Ue per fornire ulteriore supporto all'Ucraina contro Mosca. La protesta di Italia Viva: "Votano al fianco dei partiti estremisti e filo-Putin"

"Siamo atlantisti". Ma il M5S si astiene sulla risoluzione per l'Ucraina

"La collocazione atlantista del M5S è nei fatti", diceva una settimana fa l’eurodeputato Fabio Massimo Castaldo, coordinatore del Comitato per i rapporti europei e internazionali del movimento. "Sosteniamo i valorosi sforzi dell'Ucraina nella difesa del Paese ma vogliamo coltivare una prospettiva diplomatica, evitando che venga accantonata. L'escalation ci preoccupa: condanniamo con forza i referenda illegali in corso", aveva aggiunto.

Ma ieri, assieme ai colleghi Tiziana Beghin, Laura Ferrara e Mario Furore si sono astenuti sulla risoluzione comune del Parlamento Ue "sull'escalation della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina". Nel testo è stata sancita l’invalidità dei "referendum farsa condotti sotto la minaccia delle armi" a Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson, la richiesta dell’istituzione di un tribunale internazionale ad hoc per crimine di aggressione contro l'Ucraina.

La risoluzione propone anche l’aumento dell'assistenza militare, in particolare nelle aree richieste dal governo di Kiev. Un invito rivolto anche ai Paesi "esitanti" e che secondo gli eurodeputati servirà ad "abbreviare la guerra". "I Paesi Ue e i partner internazionali" dovranno "preparare una risposta rapida e decisiva nel caso in cui la Russia dovesse condurre un attacco nucleare contro l'Ucraina", viene poi messo nero su bianco nella risoluzione, che condanna anche la mobilitazione militare lanciata dal Cremlino.

Viene invocato anche uno sforzo ulteriore da parte degli Stati membri per proteggere le infrastrutture critiche europee dopo il sabotaggio ai danni dei due gasdotti Nord Stream e denunciato l’uso dell’energia come "arma". Prese di posizioni nette, che sono state condivise dalla stragrande maggioranza del Parlamento di Strasburgo. La risoluzione non legislativa, non a caso, è stata approvata con 504 voti a favore, 26 contrari e 36 astensioni. Tra questi ultimi, ci sono anche cinque eurodeputati italiani, quattro pentastellati e un indipendente (anche lui con un passato tra i grillini), Piernicola Pedicini.

La sconfessione grillina

Nonostante il sostegno a parole all’Ucraina, quindi, i grillini hanno scelto di astenersi sul testo complessivo della risoluzione, sconfessando di fatto la necessità di supportare Kiev anche in questa fase. "L'Ucraina ha bisogno di armi pesanti e di carri armati. Gli Stati membri possono fornirli mentre la Russia intensifica la sua invasione e diventa sempre più disperata. Dobbiamo rispondere in modo proporzionato", ha ribadito oggi da Praga anche la presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola.

Gli eurodeputati grillini, da parte loro, protestavano per la bocciatura di un emendamento che invitava tutti gli Stati membri "a vagliare tutte le potenziali vie per la pace e a proseguire gli sforzi per porre immediatamente fine alla guerra". "Abbiamo sprecato l'occasione di indicare la strada alle istituzioni europee, ma lavoreremo con coerenza e responsabilità per far prevalere il negoziato e la diplomazia", ha scritto in un post su Facebook, Laura Ferrara.

Ma a sottolineare le ambiguità grilline è stato l’eurodeputato di Italia Viva e Renew Europe, Nicola Danti. "Il M5S - ha scritto in un tweet - è l'unico partito italiano a non votare a favore della risoluzione al Parlamento Europeo per un ulteriore sostegno all'Ucraina e contro la Russia, ritrovandosi così a fianco dei partiti più estremisti, filo-Putin e antieuropeisti. Alla prova dei fatti, ogni volta gettano la maschera".

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