Il governo incassa l'ok alla fiducia sul Decreto sicurezza. Il provvedimento, che introduce una stretta per la vendita di coltelli ai giovani, accelera le procedure di rimpatrio per i clandestini e offre maggiori tutele alle forze dell'ordine, è atteso ancora da un doppio passaggio: il voto finale e il decreto correttivo sulla norma che stabilisce gli incentivi per gli avvocati che assistono gli immigrati nella richiesta di rimpatrio. Su quest'ultimo ostacolo, il governo, dopo l'interlocuzione con il Quirinale, si riunirà nella giornata di venerdì per mettere all'ordine del Cdm la norma abrogativa. L'impianto del provvedimento resta, praticamente, intatto.
Il via libera arriva con 203 voti favorevoli e 117 contrari (tre gli astenuti). Ora si passa all'esame dei relativi 145 ordini e all'approvazione definitiva del testo identico a quello licenziato dal Senato entro venerdì prossimo (va convertito in legge entro il 25 aprile). La sinistra urla. Ma spara a salve. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi difende il pacchetto sicurezza: "Ho molto rispetto anche per quello che dice l'opposizione. Ma se qualcuno dice che lo Stato è cattivo, mi chiedo se è cattivo uno Stato che, attraverso interventi normativi, si occupa del benessere dei poliziotti, della tutela legale e della presunzione di innocenza, peraltro senza che sia stato richiesto dalle organizzazioni sindacali. È evidente che questo segna una differente visione dei rapporti tra autorità e libertà. Noi riteniamo che la libertà dei cittadini si esprima attraverso il rafforzamento dell'autorità pubblica". La seduta alla Camera fila liscia. Si rivede il ministro della Giustizia Carlo Nordio che rassicura: "Una soluzione soddisfacente per tutti è quella che arriverà entro i prossimi giorni, sono materie di grande complessità che possono dare adito a malintesi, c'è sempre uno spazio per i chiarimenti, questi chiarimenti ci sono stati e arriveremo a una soluzione che metterà tutti d'accordo".
Durante il dibattito, il leader del M5s Giuseppe Conte è il più duro (e nervoso). Tant'è che nel suo intervento tira in ballo Marco Lisei, presidente della commissione d'inchiesta sul Covid. Nervosismo dovuto forse ai fatti che stanno emergendo in commissione sulla gestione dell'emergenza ai tempi del trio Arcuri-Speranza-Conte. L'ex premier attacca: "Per curiosità sono andato a vedere chi è stato il primo firmatario al Senato di questa norma sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri dei migranti. Non mi sono sorpreso: è il presidente Lisei, il presidente della commissione Covid, quello che ha definito, copyright suo, un grande circo, con la pressione dei novax al collo, e stiamo vedendo come conduce la direzione dei lavori. Ebbene no caro presidente Lisei, cara maggioranza, non possiamo rendere le istituzioni un tendone dove ci sono spettacoli indecenti e una propaganda becera, non ve lo possiamo permettere".
Per Fratelli d'Italia parla
in Aula Giovanni Maiorano: "Noi scegliamo di stare dalla parte dei cittadini onesti, di chi indossa la divisa, dalla parte della sicurezza e della legalità. Voi avete deciso ancora una volta di votare no a tutto questo".