Il Pd giustizialista di Elly Schlein fa un'altra vittima tra i suoi sindaci. Luigi Vicinanza (nella foto in alto), a lungo storica firma dei quotidiani della sinistra, dall'Unità alla direzione de L'Espresso, è sindaco dal giugno 2024 di Castellammare di Stabia, città della provincia di Napoli con uno storico passato di amministrazioni rosse. Dal mese di novembre però, l'ala forcaiola del Pd, al cui timone c'è il dem Sandro Ruotolo (nella foto in basso), vuole le dimissioni di Vicinanza.
Vuole la poltrona del sindaco in carica per cederla a Luigi Riello, un magistrato, ex procuratore generale di Napoli che da una settimana è componente della segreteria regionale del Pd in Campania. Ecco il bigliettino di visita del partito di Schlein: via un sindaco eletto per far posto a una toga rossa. Vicinanza al Giornale si sfoga: "Nel Pd è in corso una torsione giustizialista capeggiata da Sandro Ruotolo. Il Pd dovrebbe starmi accanto nella lotta alla camorra, io sono una persona perbene. Invece mai nessun parlamentare si è fatto vedere a Castellammare di Stabia". Il sindaco ammette: "Nel partito ha vinto la linea Ruotolo, i riformisti e garantisti si sono accodati".
La vicenda del sindaco ostaggio dei giustizialisti merita di essere raccontata dall'inizio. Vicinanza nel 2024 vince le elezioni con una coalizione di centrosinistra. Nel Pd, a marcare il valore nazionale della battaglia di Castellammare, scende in campo anche Sandro Ruotolo, che si candida e viene eletto in Consiglio comunale. L'impronta di Ruotolo non si vede. È assente quasi sempre nelle commissioni e in Consiglio comunale. Tant'è che un giornalista locale, Genny Manzo, consegna a Ruotolo "il confettone d'oro", premio riconosciuto all'assenteista record. A novembre l'amministrazione Vicinanza è lambita da un'indagine della Dda sul clan D'Alessandro. Da fascicoli e intercettazioni emergono legami di due consiglieri comunali con ambienti malavitosi. Senza attendere la notifica dell'avviso di garanzia i due si dimettono su richiesta proprio di Vicinanza. In realtà a essere indagato risulterà solo un consigliere comunale. Dall'indagine parte l'offensiva di Ruotolo che accusa Vicinanza di non essere "un argine alla camorra". Il Pd mette in moto la macchina da guerra contro il sindaco. La richiesta di dimissioni arriva anche dal riformista Piero De Luca, che però stranamente non ha mai chiesto le dimissioni del padre quando i consiglieri regionali sono finiti in indagini. Le pressioni del Pd portano all'invio di una commissione d'accesso, che ha completato il lavoro e consegnato la relazione al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Il sospetto è che il Viminale sia finito al centro di una guerra tra correnti dem. In ottica delle politiche, il collegio di Castellammare fa gola a molti. E il Pd vorrebbe sbarazzarsi di Vicinanza. Che però di mollare non ne vuole sapere: "Resto sindaco fino all'ultimo giorno. Ho il sostegno del popolo". In effetti, appena dopo la richiesta di dimissioni avanzata da Ruotolo, il sindaco ha convocato una manifestazione pubblica in un teatro locale stracolmo. C'è anche un altro retroscena che merita di essere rivelato. Vicinanza avrebbe chiesto a Ruotolo di entrare in giunta e dare una mano a combattere le infiltrazioni. L'ex inviato di Santoro ha rifiutato. Lasciando il primo cittadino solo.
Nonostante la fuga del Pd in questi mesi l'amministrazione è riuscita a portare a casa alcuni risultati come la balneabilità della costa, escludendo i privati, l'attivazione di un tavolo per la vertenza Fincantieri e l'uso di tre beni confiscati nel regno del clan D'Alessandro.