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"La sinistra crea un clima avvelenato. Che errore tornare al giustizialismo"

Enrico Morando, fondatore del Pd e leader dei riformisti: "Manca solo lo sbarco degli alieni col Sì"

"La sinistra crea un clima avvelenato. Che errore tornare al giustizialismo"
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Enrico Morando è tra i fondatori del Partito democratico, più volte parlamentare e uomo dei dossier economici. È un esponente della sinistra liberal, ha annunciato il Sì al referendum sulla separazione delle carriere, fissato il 22 e 23, marzo. Al Giornale non ha difficoltà ad ammettere: "La sinistra cerca una resa dei conti, ascolti l'appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella". Morando certifica il clima di odio che si sta creando intorno ai "compagni traditori" - "il tradimento non è termine del mio lessico". Pina Picierno, esponente riformista del Pd, è stata presa di mira per la sua posizione a favore della separazione delle carriere: "Clima avvelenato" - dice l'ex viceministro dell'Economia al Giornale. Tante fake? "Esatto, si paventa rischio arrivo alieni con vittoria del Sì".

Morando, Picierno è stata insultata sui social per il Sì, a Paola Concia viene data della fascista. Clima non facile per quelli di sinistra che votano sì?

"Assolutamente sì. C'è un avvelenamento del clima sul voto. La sinistra vive questa elezione come conta, quasi una resa dei conti".

È quasi una caccia al compagno che vota Sì?

"Non si entra nel merito della riforma. Non si affronta il contenuto della separazione. Si punta a creare una rissa. Devo dire che non è solo la sinistra. Suggerisco a sinistra e destra di raccogliere l'appello del Presidente della Repubblica. Se si continua con questa caccia, con questo clima d'odio, la gente non andrà a votare. Gli italiani vogliono riforme non risse. Ne pagheremo in termini di partecipazione".

Picierno e Concia sono state aggredite sui social. A lei non hanno riservato lo stesso trattamento?

"No, per ora nulla. Ripeto, bisogna smetterla con la conta politica".

Odio. Ma anche tante fake news.

"Esattamente. Per i sostenitori del No, di cui la sinistra fa parte, manca solo che paventino lo sbarco degli alieni con la vittoria del Sì. Un po' di serietà".

Per lei è un tradimento la virata della sinistra su posizioni forcaiole e giustizialiste?

"Il tradimento non è un termine del mio lessico politico. Parlerei di grandissimo errore politico della sinistra. Stiamo consegnando alla destra il merito di aver portato a termine il grande progetto riformatore avviato dalla sinistra".

Quando lei parla di progetto riformatore della sinistra sulla giustizia fa riferimento anche a una vocazione storicamente garantista?

"Esattamente, le due cose stanno insieme. Riformismo e garantismo fanno parte della storia della sinistra. Chi oggi lo dimentica non rende onore alla storia della sinistra".

Lei voterà convintamente Sì. Cosa la convince di questa riforma.

"Innanzitutto una ragione storica. La separazione delle carriere è il tassello finale di un processo riformatore della giustizia italiana di cui la sinistra è stata grande protagonista. La separazione delle carriere è la conseguenza scontata del nuovo codice di procedura penale di fine anni '80 di cui Vassalli era il padre. È un peccato che i partiti che oggi rappresentano la sinistra si siano tirati fuori da questo processo riformatore. È la pietra finale di quel percorso che ci ha consentito di passare dal sistema inquisitorio (fascista) al sistema accusatorio".

Cosa le convince di più della riforma?

"Sicuramente il sorteggio per il Csm è un momento chiave. Ritengo sia il pilastro su cui si fonda il giusto processo. E le spiego perchè.

Come può essere giusto un processo nel quale a decidere tra accusa e difesa sia un giudice la cui carriera dipenda dal voto che il pm (accusa) darà all'interno del Csm. Rischia di non essere un processo giusto ma condizionato. Il sorteggio spezza questo meccanismo".

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