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Sinistra smascherata. Per la Apple a Napoli paga il contribuente

Altro che 600 assunzioni. Sarà la Campania a sborsare 7 milioni solo per le borse di studio

Sinistra smascherata. Per la Apple a Napoli paga il contribuente

Nella narrazione renziana del Sud che riparte e che non si arrende, il «Centro Apple» di Napoli è stato il fiore all'occhiello, la ciliegina (anzi, la mela) sulla torta che avrebbe restituito fiducia e investimenti internazionali all'ex Regno delle Due Sicilie.

L'«Academy» di San Giovanni a Teduccio, quartiere alla periferia orientale della città, si è invece rivelata col tempo quel che è: una gigantesca operazione di propaganda politica e industriale. Una straordinaria pubblicità promozionale per lo storytelling di Re Matteo e dei suoi fedelissimi.

Una storia ricca di infortuni di comunicazione, peraltro, che inizia da lontano. Alla notizia dell'apertura del «Centro Apple» all'ombra del Vesuvio, il Pd nazionale e locale lascia intendere che sarebbero arrivate anche 600 assunzioni. Manna dal cielo in un territorio funestato dalla disoccupazione e dalla povertà. La bugia dura poche ore, però. Si scopre infatti che il campus avrebbe ospitato solo alcune centinaia di studenti ai quali sarebbero stati insegnati trucchi e tecniche di programmazione in ambiente iOs. Nessun contratto di lavoro, tranne per i docenti dell'Università Federico II (alcuni dei quali molto «vicini» ai soliti baroni del mondo accademico).

È stata in particolare la Regione del presidente Enzo De Luca a cavalcare, d'intesa con l'allora premier, la favoletta della multinazionale Usa che sceglie il capoluogo campano come nuovo polo mondiale della ricerca high-tech. La realtà è di tutt'altro tenore: non solo l'ente di Palazzo Santa Lucia ha investito, e continuerà a farlo, qualcosa come un centinaio di milioni di euro per allestire la struttura e assicurare la riuscita dell'iniziativa ma corrisponderà anche le borse di studio ai programmatori del corso. Ogni corsista riceverà 800 euro al mese. Questo perché la potentissima Apple, l'azienda con più liquidità al mondo e protagonista in Italia di una maxi evasione fiscale da un miliardo di euro patteggiata col pagamento di appena un terzo della somma totale, ha deciso di pagare solo 10 borse di studio per i primi 200 studenti dell'anno 2016-2017. In pratica, la società che in 5 anni ha incassato dalla vendita dei propri prodotti la bellezza di 261 miliardi di euro, ovvero l'equivalente del Pil della Danimarca, in Campania è stata incredibilmente sollevata da ogni tipo di preoccupazione o impegno finanziario. Da Cupertino dovranno far partire bonifici per soli 96mila euro all'anno con destinazione San Giovanni a Teduccio.

Il peso maggiore, lo sforzo vero e proprio dal punto di vista organizzativo ed economico lo sosterranno le casse pubbliche. La previsione di spesa della Regione Campania è di 7 milioni di euro per le sole borse di studio. Una parte è già stata girata alla «Federico II» che materialmente le erogherà ai ragazzi.

Il corso, iniziato il 6 ottobre scorso, si arricchirà nei prossimi giorni di altri 100 studenti che si affiancheranno ai colleghi già presenti. Entro l'estate, il campus dovrebbe raggiungere le 400 unità. A ciascuno, la Apple affiderà in prestito un pc «Mcbook air» e un iPhone7 e le licenze software per poter iniziare a smanettare sulle App più famose al mondo. Tutto il resto, è a carico dei contribuenti. Anche di quelli che non possono permettersi l'iPhone ultimo modello.

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