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Slitta ancora il price cap. La Ue lo rimanda alla fine dell'autunno

Pichetto ottimista, ma il prossimo Consiglio sarà tra un mese. Via libera al rigassificatore

Slitta ancora il price cap. La Ue lo rimanda alla fine dell'autunno

La sensazione prevalente al termine del Consiglio energia europeo di ieri è quella di un déjà vu, dopo i passi in avanti fatti la settimana scorsa alla riunione dei leader europei, si è tornati a posticipare una soluzione comune al caro energia. Tutto rimandato al 24 novembre per prendere decisioni quando le temperature saranno già rigide e il prezzo del gas potrebbe essere risalito, mettendo in difficoltà famiglie e imprese. Uscendo dal vertice, il neo ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha affermato che la maggioranza dei Paesi Ue condivide la linea italiana sul price cap, dicendosi fiducioso: «La Commissione europea si è impegnata a considerare tutte le proposte» sul gas «con parità di condizioni, naturalmente anche la valutazione sul corridoio» dinamico «e in tempi brevi, perché c'è stata richiesta da parte del nostro Paese e della maggioranza degli altri Paesi di urgenza di intervento». Anche il commissario Ue all'Energia Kadri Simson si dice aperta alla possibilità che si possa trovare un accordo entro dicembre aggiungendo: «Chiediamo all'Acer (l'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia ndr) di sviluppare un nuovo parametro di riferimento per l'Ue entro il 31 marzo, che rispecchi la situazione attuale.

E proporremo anche un cap dinamico al Ttf che potrà essere applicato subito». Secondo il ministro tedesco per l'Economia, Robert Habeck una decisione sul «meccanismo di un tetto al prezzo del gas» è attesa «al prossimo Consiglio dei ministri dell'Energia dell'Ue». Nonostante le rassicurazioni sulla celerità, se anche si raggiungesse un accordo nel Consiglio energia del 24 novembre, significherebbe che le misure non potrebbero entrare in vigore prima di fine anno.

Bocciata invece l'idea di un price cap sul modello iberico, in cui lo Stato decide un tetto al prezzo del gas utilizzato per la formazione dell'elettricità, versando la differenza rispetto al costo di mercato: i Paesi europei - ha proseguito Simson - hanno posizioni «divergenti» sull'estensione di questo modello, per cui servirebbe un «ampio consenso». Permangono poi significative divisioni sull'introduzione di un tetto dinamico al prezzo del gas: «Spetta alla volontà dei Paesi allinearsi e anche accettare nel peggiore dei casi una maggioranza qualificata», ha detto il ministro dell'Industria della Repubblica Ceca Josef Sikela che ha la presidenza di turno.

Sembra invece trovato un accordo sull'acquisto coordinato di gas: «C'è un forte sostegno da parte degli Stati membri. Abbiamo proposto un modello in due fasi. Se avrà l'accordo del Consiglio saremo pronti per la prossima stagione e dovremo acquistare 13,5 milioni di metri cubi di gas», ha spiegato Simson. Bruxelles ha poi dato il via libera alla realizzazione entro il 2030 di tutti i nuovi edifici a emissione zero mentre entro il 2050 quelli già esistenti dovranno essere ristrutturati per diventare a emissioni zero.

Quanto all'Italia ieri, dopo un lungo braccio di ferro, il presidente della regione Toscana Eugenio Giani ha firmato l'autorizzazione all'installazione della nave rigassificatrice Golar Tundra all'interno del porto di Piombino (Livorno): «Sarà al servizio di 60 milioni di italiani». Il rigassificatore dovrebbe entrare in funzione il prossimo aprile garantendo un'importante portata di gas pari a 5 miliardi di metri cubi. Soddisfatta Snam, secondo cui il progetto «contribuirà in maniera determinante alla sicurezza e alla diversificazione degli approvvigionamenti energetici del Paese».

In attesa che in Europa si giunga a una decisione sul price cap, non si può perdere altro tempo nella diversificazione sul fronte interno, per questo è necessario procedere spediti sul dossier rigassificatori.

Buone notizie arrivano sul fronte dei prezzi con una chiusura stabile del gas a 99 euro al megawattora alla Borsa di Amsterdam e le quotazioni ai minimi da inizio giugno.

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