"Ma non è che la partenza sprint di Conte in vista delle primarie del campo largo ha avuto l'effetto di resuscitare perfino Beppe Grillo?". La domanda, lanciata lì, come una provocazione, da qualche addetto ai lavori che si aggira nei Palazzi deserti, interroga soprattutto i vecchi saggi del centrosinistra, alla ricerca di una via d'uscita per evitare la corsa dell'avvocato così come quella della segretaria del Pd Elly Schlein. Ma, di fatto, l'accelerazione mediatica di Giuseppe Conte sembra aver rinfrancato quell'universo apolide che ancora ruota intorno al fondatore dei Cinque Stelle.
Insomma, è la sintesi di ciò che si agita nel sottobosco dei grillini della prima ora, "Beppe ce la può fare". Ovviamente, il riferimento è all'ultima impresa del comico. Che per i suoi non è affatto impossibile. Ovvero riprendersi il simbolo del M5s con le carte bollate. "Beppe è determinato e tonico, anche fisicamente", ci dice chi ha avuto modo di sentirlo dopo l'avvio ufficiale della causa legale per riavere l'uso e la titolarità di nome e simbolo dei Cinque Stelle. Resta la delusione, espressa nei messaggi e nelle telefonate con chi gli è vicino, "per quello che è diventato il Movimento, ma anche per il comportamento di molti parlamentari, che sono stati eletti soltanto grazie a lui".
E, così, mentre Conte è in modalità Caterpillar verso la resa dei conti nel campo largo, l'Elevato si prepara a strappargli la creatura sul più bello. A luglio, infatti, dovrebbe tenersi la prima udienza. L'impressione, dunque, è che la mossa del fondatore, stavolta, sia stata ben ponderata. "Beppe, dato che ci ha messo un po' di tempo per decidere, ha valutato bene la questione e sa che può giocarsela nella battaglia legale - racconta un ex grillino che lo conosce bene - altrimenti non avrebbe rischiato, data la minaccia di Conte di chiedergli dei risarcimenti e le spese legali per affrontare la causa". E nel vortice del nuovo duello ci finisce pure il pranzo tra Conte e Paolo Zampolli. Grillo, proprio il giorno successivo alla rivelazione di Libero, attacca gli Usa per il caro-energia. "Chi ha dei costi in più per il carburante mandi la fattura all'Ambasciata Americana per il rimborso, essendo gli Usa responsabili dell'aumento", provoca il comico in un post sul Blog, allegando la foto di una "fattura proforma" compilata da "Beppe Grillo e famiglia". Tra i suoi c'è chi contesta all'ex premier la mancanza di trasparenza: "Perchè Conte non ha incontrato Zampolli nel suo ufficio nella sede del Movimento?", la domanda.
Mentre dal quartier generale di Conte ostentano tranquillità sulle conseguenze della diatriba legale, i grillini superstiti sono convinti di essere dalla parte della ragione. "È una battaglia di dignità - dice al Giornale Marco Bella, ex deputato vicino a Grillo - . È una questione valoriale, non è rimasto più nulla dei principi del M5s, a partire dal doppio mandato. Per Grillo è come se qualcuno gli avesse occupato la casa e ora vuole riprendersela, Conte poi potrà scegliere il nome che vuole, anche Movimento Cinque mandati".
"Ci sono due elementi che io ritengo tetragoni a sostegno delle ragioni di Grillo, il primo è la sentenza del tribunale di Genova del 2021, che ha sancito la titolarità del simbolo in capo a Beppe Grillo e all'associazione del M5s fondata nel 2012, il secondo è che la stessa associazione fondata nel 2017, quella attuale, nel
precedente Statuto riconosceva a Grillo la proprietà del simbolo", spiega al Giornale l'avvocato Lorenzo Borrè, esperto di questioni legali del M5s. Gli ex M5s potrebbero essere una mina sul cammino di Conte verso Palazzo Chigi.