Erano scomparsi da tre settimane. Mamma e due figli minorenni. Si temeva il peggio. E invece quando le speranze sembravano ridotte al lumicino, ecco il sospiro di sollievo: la 49enne Sonia Bottacchiari e i ragazzi di 14 e 16 anni sono stati rintracciati dai carabinieri nelle scorse ore. "Tutti e tre sono in buone condizioni di salute, in un contesto di adeguate situazioni alloggiative e, in generale, di vita", ha spiegato la procuratrice di Piacenza Grazia Pradella.
Restano ignoti i motivi che hanno portato la donna e i due ragazzi a far perdere le proprie tracce dal 20 aprile scorso, giorno della loro partenza da Castell'Arquato, in provincia di Piacenza, per raggiungere un campeggio a Gemona, in Friuli. Questo almeno era l'itinerario che i figli avevano descritto e riferito al loro papà, Yuri Groppi, separato dalla moglie dal 2012. Ma in quel campeggio non sono mai arrivati e di loro si sono perse completamente le tracce.
Nel corso degli ultimi giorni la macchina delle ricerche è stata imponente in almeno due diverse regioni: centinaia tra volontari della protezione civile, vigili del fuoco e carabinieri hanno passato al setaccio i boschi friulani ma anche la zona di residenza della famiglia. A preoccupare era stato prima il recupero dell'auto della donna, parcheggiata e abbandonata. Poi quell'inquietante ritrovamento a casa del padre della 49enne di due lettere scritte a mano, dalle quali emergeva una situazione di sofferenza e di inquietudine. Due pagine, fronte-retro. Parole cariche di sofferenza, di sconforto, che ripercorrono la propria vita e le proprie difficoltà, i propri sogni mai realizzati. E poi un pensiero d'amore per i figli e una poesia su un terzo foglio. Sembrava un film già visto. La tragedia peggiore.
Anche perché Sonia prima di partire si era licenziata e fatta liquidare le proprie spettanze dall'azienda privata con cui collaborava. Poi in auto era salita con i suoi quattro cani e aveva spento tutti i cellulari, compresi quelli dei ragazzi. Ma nelle scorse ore si è materializzato un epilogo diverso da quello che più si temeva: già martedì la Procura aveva ribadito che gli inquirenti erano positivi circa un possibile ritrovamento in tempi brevi. Poi, ieri, la bella e per certi versi inaspettata notizia.
La procura precisa che l'allontanamento è stato consenziente e si rifiuta di "rendere pubblici ulteriori particolari, in quanto la donna ha manifestato timori e preoccupazioni ove venisse scoperto il luogo dove si è rifugiata, esplicitando, ove ciò avvenisse, l'intenzione di rendersi nuovamente irreperibile". Potrebbe esserci allora qualcosa più di un timore alla base della fuga misteriosa: una precisa inquietudine, un terrore. La procuratrice Pradella ha comunque auspicato che "attraverso un paziente lavoro di ascolto delle problematiche dalla medesima evidenziate, si riesca a ricomporre una situazione familiare rappresentata dalla Bottacchiari come fortemente problematica, al fine di consentire un rientro della donna e dei due figli nel luogo di residenza".
Anche se al momento resta aperto il fascicolo aperto con l'accusa di sottrazione consensuale di minorenni, gli inquirenti vogliono chiarire tutti i contorni della vicenda personale e familiare nel costante sforzo di preservare il benessere dei due minori, in particolare rispetto alla loro reintegrazione nel contesto sociale e scolastico. Ecco perché sul caso vige ancora il massimo riserbo.