"Così non può essere votato". Barricate del centrodestra al reddito 5S

Il centrodestra è pronto a dare battaglia sul rifinanziamento della manovra grillina in vista del prossimo Cdm, in programma martedì.

"Spreco di stato". Barricate del centrodestra al reddito 5S: "Così non può essere votato"

Lo scontro esploso ieri durante il Consiglio dei ministri, quando i partecipanti sono arrivati a discutere del reddito di cittadinanza, continua ad avere degli strascichi polemici. Le posizioni emerse tra sostenitori e contrari della manovra di matrice grillina sono così incompatibili da aver spinto a decidere di rimandare ogni decisione a martedì prossimo, quando il Cdm si dovrebbe occupare di discutere della legge di bilancio. E il centrodestra marcia compatto minacciando di non votare il provvedimento.

Appuntamento a martedì

I due schieramenti sono comunque decisi a non retrocedere di un millimetro, stando almeno a quanto riportano le principali agenzie di stampa. Tutti in allarme e pronti ad affilare le armi e a dare luogo a una guerra di trincea: i grillini, rischiano di perdere consensi se la manovra che maggiormente li ha portati a guadagnare voti dovesse naufragare, non sono disposti a trattare la cancellazione del Rdc, mentre la Lega, ancora scottata dal siluramento di Quota 100, è pronta a fare le barricate. Dal canto suo Draghi, da bravo stratega, fino ad ora ha preferito non pronunciarsi sulla vicenda in modo particolarmente esplicito, aprendo alla possibilità di apportare modifiche al reddito di cittadinanza senza tuttavia entrare mai nel dettaglio delle modalità con cui farlo, così da non scontentare nessuno ed evitare mal di pancia in grado di far vacillare la maggioranza che ancora lo sostiene.

Draghi e Letta dalla stessa parte

A sposare la teoria della modifica dell'ex governatore della Banca centrale europea anche il leader del Partito democratico Enrico Letta: "La penso come il premier, non va cancellato ma modificato e reso più funzionante nella sua missione, che è quella di aggredire le sacche di povertà", ha dichiarato il dem. "Va completamente cambiato sul fronte delle politiche del lavoro, perché non ha funzionato: servono altri strumenti". Tra i grillini c'è chi, come Patuanelli, ha riconosciuto i limiti della manovra, pur difendendola a spada tratta: "È un istituto che ha salvato il paese. Ma era impensabile che funzionasse, considerando che abbiamo dovuto fronteggiare un lockdown". Il ministro del lavoro Orlando (Pd) ha aperto all'ipotesi rifinanziamento, per la quale sul tavolo già erano pronti ieri 200 milioni di euro.

Le parole di Gasparri e Salvini

"La conferma del reddito di cittadinanza così come viene proposta non può essere votata", attacca Maurizio Gasparri, secondo cui si tratta di uno spreco di Stato. "Le persone che hanno bisogno di lavorare o sono povere vanno aiutate utilizzando in modo ben più saggio questi soldi. La condizione minima comunque deve essere che chi prende il reddito di cittadinanza in cambio renda delle prestazioni di lavoro di pubblica utilità per un analogo valore". Nel caso in cui così non fosse, Forza Italia è pronta a votare contro in Parlamento.

Matteo Salvini annuncia battaglia sul Reddito di cittadinanza anche per il prossimo anno: "Ho chiesto di tagliarlo abbondantemente: va dato a chi non può lavorare, a chi è disabile e non ce la fa", spiega l'ex vicepremier, come riferito da AdnKronos. "Non va dato a chi non vuole lavorare. È una offesa a chi si alza alle 5 di mattina.Tra noi e la sinistra ci sono due visioni diverse".

Affondo di Giorgetti e replica M5S

Intervenuto in ritardo al comizio in favore del sindaco di Varese per il protrarsi del Cdm, anche Giorgetti aveva dichiarato che il problema si era verificato al momento della scelta delle coperture per il rifinanziamento: "Quello che a me e alla Lega è sembrato inaccettabile è che la copertura degli ultimi tre mesi del reddito di cittadinanza era finanziato con 40 milioni di euro, inutilizzati, per il pensionamento dei lavoratori precoci e 40 milioni dei lavori usuranti", aveva affondato il ministro. "Utilizzare le risorse, per gente che ha cominciato a lavorare a 15 anni, sul reddito di cittadinanza era quantomeno provocatorio".

Intervento subito bacchettato dai pentastellati: "Mentre la viceministra Todde da 12 ore cerca di chiudere la più importante vertenza del Mise (Whirlpool), il ministro Giorgetti è in vacanza a Varese, in campagna elettorale, a insultare i cittadini che vivono sotto soglia di povertà, chiedendo di togliere loro il reddito di cittadinanza", affondano i grillini, come riportato da LaPresse. "Che torni a Roma a lavorare. È surreale che il Ministro o presunto tale Giorgetti abbia scelto di andare in campagna elettorale a Varese disertando la vertenza Whirlpool".

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