Si erano trasferiti in quella casa da pochi mesi, e sarebbe stato l'inizio di una nuova vita. Ma per un'intera famiglia di origine albanese residente a Porcari, alle porte di Lucca, sono state fatali le esalazioni del monossido di carbonio sprigionato dalla caldaia dell'impianto di riscaldamento. Sono morti così mercoledì sera Arti Kola di 48 anni, la moglie Jonida di 42 e i figli Hajdar e Xhesika, di 23 e 15 anni. La tragedia si sarebbe consumata attorno all'ora di cena: al momento dell'ingresso in casa, i soccorritori hanno trovato la tavola apparecchiata. Tutti i corpi sono stati trovati in camera di Xhesika: la ragazza, probabilmente la prima a sentirsi male, era stesa sul letto. Attorno a lei, uno dopo l'altro, i familiari si sarebbero accasciati senza più riprendere conoscenza. Sono stati i familiari stessi a chiedere aiuto al 118, ma i soccorritori non sono riusciti a individuare con precisione l'abitazione su tre piani in via Galgani. A quel punto è intervenuto lo zio, il fratello del padre, preoccupato perché non riceveva risposte alle chiamate. È stato lui ad arrivare per primo sul posto insieme ai carabinieri: insieme agli uomini dell'Arma ha bussato ripetutamente, senza ricevere risposta. Entrato in casa mentre le esalazioni erano ancora presenti, l'uomo è rimasto a sua volta intossicato: ha perso conoscenza sotto gli occhi dei carabinieri ed è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Cisanello, a Pisa, in codice rosso. Le sue condizioni sono stabili e non sarebbe in pericolo di vita. Anche due carabinieri hanno riportato un'intossicazione più lieve: ricoverati per accertamenti, sono stati dimessi ieri mattina. La famiglia Kola era arrivata in Italia dall'Albania diversi anni fa, e il padre Arti aveva acquistato casa un anno e mezzo fa: lui lavorava come operaio in una ditta di verniciatura, Jonida si occupava della casa e della famiglia. Hajdar, il figlio maggiore, era elettricista in una ditta locale mentre Xhesika andava a scuola. Secondo le prime ipotesi investigative, ancora in fase di accertamento, la morte della famiglia sarebbe stata causata da una fuga di monossido di carbonio: l'abitazione è stata posta sotto sequestro, e l'attenzione dei vigili del fuoco si è adesso focalizzata sul chiarire con precisione le responsabilità tecniche e il funzionamento dell'impianto. In particolare, occorrerà capire se la caldaia era stata registrata, se fosse stata installata correttamente e se fosse stata sottoposta a eventuali controlli previsti dalla legge. Intanto, la notizia della tragedia ha sconvolto l'intera comunità locale: "Una famiglia intera ha commentato il sindaco di Porcari, Leonardo Fornaciari - ha perso la vita in casa probabilmente a causa del monossido di carbonio sprigionato dalla caldaia. Siamo tutti frastornati e addolorati da questo evento tragico, che richiama alla mente la tragedia della famiglia Malanca, anche quella accaduta nel febbraio 1992". Il riferimento è a Raffaello, la moglie Piera e le figlie Ilaria e Greta, che 34 anni fa persero la vita nello stesso modo della famiglia Kola, per un guasto alla caldaia a metano. Oggi un parco pubblico porta il loro nome.
Per testimoniare la vicinanza e il cordoglio dell'intera comunità di Porcari, il Carnevale previsto per domenica 8 febbraio è annullato. Anche il parroco, don Americo Marsili, ha deciso di annullare la festa prevista per domani sera. Domani si terrà una veglia di preghiera nella chiesa di San Giusto.