"Occhio per occhio, petroliera per petroliera", ha annunciato Ibrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano. E ieri i Guardiani della rivoluzione hanno sequestrato due navi della compagnia italo-svizzera Msc nel Golfo Persico. Oltre a sparare su un'altra che si è incagliata sulle coste iraniane. Una reazione al blocco Usa dello stretto di Hormuz, che ha portato all'abbordaggio di un mercantile iraniano. Per questo è saltato il secondo giro di negoziati a Islamabad, ma, per ora, non la tregua scaduta nella notte fra martedì e mercoledì. Il presidente americano, Donald Trump, ha sostenuto che i negoziati potrebbero riprendere venerdì, che il sequestro delle due navi Msc non viola il cessate il fuoco, ma l'impressione è che stia prendendo tempo. Nelle prossime 48 ore arriverà nell'area la terza portaerei, la Uss George H. W. Bush, che ieri era al largo del Mozambico in rotta verso il Mar Arabico. Il 19 aprile l'unità più grande del mondo, la Uss Gerald R. Ford, ha passato il canale di Suez verso il Mar Rosso. E la portaerei USS Abraham Lincoln si trova già nel Mar Arabico. Una forza aereo navale imponente, superiore a quella del 28 febbraio, quando è scattato l'attacco. Gli iraniani non hanno confermato alcuna partecipazione ai colloqui per domani rimanendo fermi sulla richiesta di togliere il blocco Usa, che farebbe perdere la faccia a Trump, per ricominciare a negoziare.
I pasdaran sono passati alle rappresaglie sequestrando due navi portacontainer, che cercavano di uscire da Hormuz. La Msc Francesca accusata di essere "collegata a Israele". Ed Epaminonda, di proprietà greca, ma operata da Msc, compagnia fondata dalla famiglia Aponte, "per aver navigato senza autorizzazione". La portacontainer sarebbe stata colpita da un razzo sul ponte senza provocare danni irreparabili. A bordo delle due navi gli equipaggi sono incolumi e non ci sono marittimi italiani. Un terzo mercantile, Euphoria, di una compagnia degli Emirati Arabi Uniti, sarebbe finita incagliata a causa dell'attacco dei pasdaran. Una mazzata sulla tregua e sui negoziati, che si aggiunge ai nuovi obiettivi strategici che potrebbero venire colpiti se riprendessero le ostilità. L'agenzia stampa Tasnim, legata ai Guardiani della rivoluzione, ha pubblicato la mappa delle infrastrutture sottomarine, che passano attraverso Hormuz, come i cavi delle comunicazioni dati e le condotte elettriche. "Il danneggiamento simultaneo di diversi cavi principali, sia per incidenti che per azioni deliberate, potrebbe provocare gravi interruzioni di corrente in tutto il Golfo Persico", scrive Tasnim. I Pasdaran hanno emesso un comunicato annunciando che "se l'aggressione si ripeterà, infliggeremo colpi devastanti, al di là di ogni immaginazione".
Tutto fa pensare a un'escalation, ma il controblocco americano di Hormuz, secondo Trump, farebbe perdere all'Iran 500 milioni di dollari al giorno. Il viceministro del Lavoro iraniano, Gholamhossein Mohammadi, ha rivelato che la guerra ha provocato due milioni di disoccupati. Trump è convinto che l'Iran sia "al collasso a livello finanziario".
Militari, poliziotti, ma anche la gente comune non riceverebbero regolarmente il salario. I prezzi dei beni di prima necessità aumentano e comincerebbero a scarseggiare le medicine. I pasdaran sono pronti a combattere fino al "martirio", ma non la popolazione che potrebbe arrivare al limite.