Gli studenti in piazza per salvare la terra Un milione solo in Italia

Alla marcia globale hanno aderito 2mila città e 125 Paesi. Con il nostro in prima fila

Manuela Gatti

Alla fine, nella piazza di Stoccolma in cui Greta Thunberg ha chiamato a raccolta i suoi coetanei, non ci si stava più. Così come a Milano l'arrivo del corteo è stato spostato in corsa da piazza della Scala alla più spaziosa piazza Duomo. Per la 16enne svedese, in realtà, è stato un venerdì come gli altri: ha saltato la scuola ed è andata a manifestare di fronte al Parlamento contro il cambiamento climatico, come fa dal 20 agosto.

Solo che ieri, insieme a lei, c'era qualche milione di persone in più del solito. È probabile che qualunque Paese al mondo vi venga in mente ieri abbia partecipato a «Fridays for Future», lo sciopero globale indetto sulla scia dell'impegno di Greta per scuotere la classe politica sui problemi ambientali. Italia in primis: dal sito che monitora i numeri dell'iniziativa, il nostro Paese risulta essere tra quelli che si sono mobilitati di più. Alla fine il bilancio totale è stato di 125 nazioni partecipanti, con cortei in oltre 2mila città. Una folla composta perlopiù da studenti, che hanno sfilato con i visi dipinti con i colori della Terra per ricordare agli adulti che «non esiste un pianeta B».

A chi ribatte che farebbero meglio a tornare in classe, perché il cambiamento climatico va studiato prima di tutto sui libri, i ragazzi ribattono pronti: «Noi i compiti a casa li abbiamo fatti, i politici no» (copyright di Greta Thunberg), «Stiamo saltando una lezione per darne una a voi» (dallo slogan di un cartellone).

La marcia planetaria di ieri è nata, appunto, nella capitale svedese. Dopo un'estate di caldo anomalo, la 16enne di Stoccolma ha iniziato a saltare la scuola ogni venerdì per chiedere al governo del suo Paese di rispettare quanto stabilito negli Accordi di Parigi del 2015: ridurre l'emissione di gas serra e contenere l'innalzamento delle temperature entro 1,5 gradi.

Grazie ai social network e all'attenzione dei media internazionali, sempre più persone si sono unite alla sua battaglia. Ieri ha fatto un discorso più breve delle aspettative: ha preferito che la folla parlasse da sé. E i suoi coetanei non l'hanno delusa. A partire dagli Stati Uniti: mentre il presidente Donald Trump nega il surriscaldamento globale, in molti hanno sfilato in difesa del Green New Deal, il pacchetto di norme presentato dai Democratici contro cambiamento climatico e disuguaglianze sociali. Greta ne è convinta: «Io sono solo la miccia di un movimento che era già lì».