Uno su dieci non è vaccinato ma tutti a scuola lo stesso

La norma prevede un periodo di transizione: solo tra due anni senza certificato dell'Asl niente iscrizione

Uno su dieci non è vaccinato ma tutti a scuola lo stesso

Roma Niente scuola senza profilassi? Almeno per i prossimi due anni scolastici in realtà si potrà accedere di fatto non soltanto al ciclo dell'obbligo ma anche a nidi ed asili senza aver eseguito le 10 vaccinazioni rese obbligatorie dalla legge approvata nel luglio scorso. Prima di tutto perché sarebbe impossibile vaccinare, ad esempio contro il morbillo, circa 800mila tra bambini e adolescenti entro l'inizio d'anno. Una stima che deriva dal confronto tra i dati sulla copertura vaccinale e quelli della popolazione scolastica.

Nella fascia d'età che frequenterà la materna sono circa 200mila i piccoli non sottoposti a profilassi. Quasi 300mila gli scoperti alle elementari e un po' meno di 200mila i non vaccinati alle medie. Per le superiori la quota di ragazzi senza immunizzazione è di circa 150mila individui. In percentuale su una popolazione di oltre 8 milioni alunni si tratta di un 10 per cento che in numeri assoluti però rappresentano un bel problema. Anche se sicuramente tra loro ci sarà anche chi non può vaccinarsi per motivi di salute. Anche se il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha più volte ribadito che la vaccinazione sarà un accesso vincolante per l'iscrizione a nidi e materne (non per la scuola dell'obbligo dove l'iscrizione sarà sempre comunque assicurata) in realtà con la circolare applicativa del 16 agosto scorso si concedono due anni di transizione durante i quali di fatto nidi e materne saranno accessibili nelle more dell'entrata in vigore a regime di tutta la normativa. Infatti soltanto dall'anno scolastico 2019/20 per iscrivere il bambino al nido e all'asilo dovrà esser presentata la documentazione della Asl competente che certifica l'avvenuta vaccinazione. Un punto sul quale ha voluto fare chiarezza la rivista specializzata Orizzonte scuola. La conferma del periodo di transizione di due anni arriva dunque dallo stesso Ministero dell'Istruzione. In base alla legge infatti i genitori devono presentare entro il 10 settembre una semplice autocertificazione delle vaccinazioni avvenuta o meno e ed entro il 10 marzo la certificazione formale della Asl. Nel caso in cui neppure nel prossimo marzo la scuola ottenga la prova della vaccinazione segnalerà il caso alla Asl che a quel punto deve convocare la famiglia in sostanza per persuaderla a vaccinare il figlio. Attenzione però: è soltanto dall'anno scolastico che partirà nel 2019 che sarà necessario presentare all'atto di iscrizione la documentazione formale della Asl che attesta la vaccinazione. E soltanto allora l'iscrizione sarà negata.

Insomma sembra certo che ci saranno due anni di tempo per le famiglie e per le Asl per «digerire» la nuova normativa e rassegnarsi alla scelta: o vaccino o niente asilo. Un tempo che appare ragionevolmente necessario ma che non era chiaro fosse a disposizione delle scuole e delle famiglie. E infatti c'è già chi si è attivato per informare i genitori che senza vaccinazione i loro figli non verranno accettati da nidi ed asili. Ad esempio a Milano è stata inviata una comunicazione alle 33mila famiglie dei bambini che frequenteranno i servizi all'infanzia del Comune per ricordare loro che senza vaccini non potranno iscriversi alla materna, aggiungendo che inizialmente sarà sufficiente un'autocertificazione.

Nel frattempo al 22 agosto i casi di morbillo in Italia sono saliti a 4220 come riportato l'Istituto Superiore di Sanità. Nell'88 per cento dei casi chi ha contratto il virus non era vaccinato. Per il 42 per cento dei contagiati è stato necessario il ricovero.

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