Suicida come la sorella L'ipotesi dei maltrattamenti

Forse è solo un atto dovuto per consentirgli di «nominare un proprio consulente durante l'autopsia della vittima». O forse cìè dietro qualcosa di molto più inquietante. Certo è che l'avviso di garanzia emesso dalla Procura di Teramo nei riguardi del marito di Simona Vioceconte (nella foto), la 45enne suicidatasi l'altro giorno impiccandosi nel sottoscala della sua abitazione, apre uno scenario imprevisto in un dramma familiare a cui ora al dolore per la morte di Simona si aggiunge l'angoscia del sospetto che grava sul marito della donna. Quest'ultimo risulta infatti indagato per maltrattamenti e responsabilità per dolo o colpa. La formula «istigazione al suicidio» è terribile e crea un brivido nel pronunciarla. Eppure una delle ipotesi su cui stanno lavorando gli inquirenti è proprio quella secondo cui l'uomo sarebbe stato in qualche misura responsabile del «disagio psicologico» che ha portato la moglie a togliersi la vita.

Ieri sul cadavere della donna è stata eseguita l'autopsia e l'esito dell'esame sarà noto nelle prossime ore. L'esame necroscopico dovrà tendere a chiarire l'eventuale segno obiettivo di maltrattamenti, così come di eventuali terapie antidepressive o l'esistenza di gravi patologie. Saranno risposte fondamentali per le sorti giudiziarie dell'indagato la cui posizione potrebbe aggravarsi o uscire completamente dall'inchiesta.

Intanto l'avvocato dell'uomo precisa: «Nei confronti del mio cliente non c'è mai stata denuncia per maltrattamenti ed era imminente un'udienza per la separazione consensuale». Come dire: Simona e il marito, di comune accordo, avevano deciso di lasciarsi, ma mantenendo un rapporto civile anche nell'interesse delle due figlie minorenni, una di 6 e l'akltra di 16 anni. E proprio a loro Simona ha lasciato un biglietto d'addio con poche righe, il cui contento è stato secretato dal pm. Il corpo senza vita è stato ritrovato venerdì nel sottoscala del condominio: la vittima si è impiccata con un foulard stretto alla ringhiera della scalinata. Un anno fa, il 10 febbraio 2019, la sorella di Simona - Maura, 51 anni - primatista italiana dei 10mila metri e azzurra all'Olimpiade di Sydney 2000, aveva scelto di togliersi la vita con le stesse modalità. Il legame tra le due sorelle era fortissimo. E da quando Maura non c'era più, anche la vita di Simona era come se si fosse spenta. Simona era rimasta vicinissima alla sorella durante la una lunga malattia che le aveva minato fisico e mente. Maura sembrava avercela fatta. Era solo un'illusione. Il male era ritornato, e Maura aveva deciso di mettere fine alle proprie sofferenza. Impiccandosi. Uno choc insuperabile per Simona. Che, esattamente dopo un anno, complice una situazione familiare problematica, ha deciso anche lei di suicidarsi. NiMa

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