Ultim'ora
Auto contro la folla in Francia: un morto e cinque feriti
Ultim'ora
Auto contro la folla in Francia: un morto e cinque feriti

Il summit tra Xi, Modi e Putin è un messaggio per Donald. In ballo c'è l'egemonia globale

Dopo i dazi Usa, l'India si rivolge all'ex nemico cinese. Che ha già "conquistato" la Russia

Il summit tra Xi, Modi e Putin è un messaggio per Donald. In ballo c'è l'egemonia globale
00:00 00:00

Due ragioni principali spiegano perché il summit euroasiatico di questo fine settimana a Tianjin in Cina proporrà con prospettive di successo un'esplicita alternativa al mondo attuale tuttora egemonizzato dagli Stati Uniti. La prima è la crescente inquietudine generata nel mondo dalla caotica politica estera del presidente Donald Trump: Xi Jinping si trova offerta su un piatto d'argento l'opportunità di offrire una poco raccomandabile stabilità a un mondo che vede dinamitate alla base dal suo stesso beneficiario numero uno certezze vecchie di ottant'anni. La seconda è la demolizione, attuata per paradosso dal leader della storica potenza capitalistica egemone del pianeta, del sistema basato sul libero scambio globale.

A Tianjin Trump non ci sarà. Ma saranno presenti i leader di tre dei più grandi Paesi del mondo: oltre al cinese Xi, Vladimir Putin per la Russia e Narendra Modi per l'India. E parleranno principalmente di lui. Soprattutto della sua politica dei dazi che scuote gli equilibri economici mondiali, e che in questi ultimi giorni sta dimostrando di poter sconvolgere anche quelli geostrategici.

L'imposizione di dazi Usa del 50% sulle merci indiane, infatti, ha distrutto anni di lavoro della diplomazia americana per avvicinare a Washington un'India tradizionalmente non allineata e rivale della Cina. A Trump non importa niente di un'India contrappeso del mondo occidentale alla Cina rossa: troppo sofisticato per lui. Vuole punirla per aver rifiutato i suoi diktat, il principale dei quali nell'ambito del più generale caos delle sue politiche riguardava lo stop all'acquisto di petrolio russo. Modi si è rifiutato e Trump l'ha presa male: ha definito "morta" la fiorente economia indiana, ha imposto dazi esorbitanti e così adesso Modi si trova costretto dagli americani a sorridere allo storico nemico cinese, col quale litigava da settant'anni per questioni di confini himalayani e di egemonie regionali.

Il leader indiano compie a Tianjin la sua prima visita in Cina da sette anni a questa parte, ma non aveva scelta. La loro scelta, invece, l'avevano già fatta da un pezzo Xi e Putin, che coltivano da tempo la loro "ferrea ed eterna amicizia". Una delle più mendaci e tenaci leggende della politica afferma che Putin sarebbe finito tra le braccia di Xi sospinto da noi occidentali (la Nato che abbaia ai confini russi e altre favole), ai quali spetterebbe di blandirlo e recuperarlo in vista di chissà quali vantaggi. A questa leggenda, basata su una visione economica, si contrappone la realtà: Putin ha scelto da solo, perché con Xi ha in comune e l'hanno detto centinaia di volte - la volontà di smantellare l'egemonia del liberalismo mondiale per sostituirla con la propria. Che poi vuole dire quella cinese, visto che nonostante le sue velleità di superpotenza la Russia è di gran lunga inferiore alla Cina per peso.

Trump sembra credere alla leggenda, e s'illude di tirare Putin dalla sua parte. Non capisce che è di gran lunga troppo tardi per questo.

Chissà se lo capirà il prossimo 3 settembre, quando insieme con il dittatore nordcoreano Kim Jong Un e altri leader di Stati canaglia come Iran e Bielorussia Putin parteciperà alla celebrazione, con maxi sfilata di armamenti, degli 80 anni della cosiddetta vittoria cinese sul Giappone: lì verrà lanciato un messaggio ancor più chiaro su quale sia il nuovo mondo che il macellaio dell'Ucraina vorrebbe veder sorgere sulle ceneri dell'egemonia americana.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica