Leggi il settimanale

La svolta pro Maduro del Pd: l'ultimo sfregio ai riformisti dem

Dopo l'infatuazione per Hamas ora tocca al caudillo deposto. L'ira sulla Schlein: "Siamo diventati Rifondazione comunista"

La svolta pro Maduro del Pd: l'ultimo sfregio ai riformisti dem
00:00 00:00

A Monza il 5 gennaio scorso i giovani del Pd hanno organizzato una fiaccolata per protestare contro l'intervento militare di Donald Trump che ha liberato il Venezuela dal dittatore Nicolas Maduro. A La Spezia la sinistra si è mobilitata per chiedere la liberazione dell'ex presidente venezuelano, che nei suoi tredici anni al timone del Paese ha incarcerato e fatto sparire centinaia di dissidenti politici. A garantire la copertura politica c'è la segretaria Pd Elly Schlein, che appoggia e blinda la svolta pro Mad. Nel partito però, c'è chi preferisce il silenzio (vedi Franceschini) e chi fa trapelare malumori per una deriva rifondarola del Pd: "Siamo diventati Rifondazione comunista". Anche un moderato (ormai ex) come l'ex sindaco di Pesaro Matteo Ricci sembra un Fratoianni qualsiasi: "La democrazia non si esporta con le bombe". L'ala riformista è in forte sofferenza. Lorenzo Guerini, leader dell'anima moderata anti Schlein nel Pd, avverte: "Nessun ambiguità su Maduro, un feroce dittatore". Eppure le ambiguità si moltiplicano. E si mescolano con azioni violente di gruppi radicali. "ProPal-ProMaduro aggrediscono giovani di destra. Questa è la sinistra che parla di pericolo fascista. Manifestano per Hamas e Maduro", dice la ministra Daniela Santanchè, commentando la spedizione contro i giovani di Gioventù Nazionale. I dem scendono in piazza con la Cgil e rimediano sberle dai venezuelani, quelli che hanno vissuto sulla propria pelle fame e torture del regime. La deriva pro Mad è la goccia che fa traboccare il vaso. Già colmo per la linea pro Pal. Dopo gli innamoramenti per Francesca Albanese e le foto di Laura Boldini con Mohammad Hannoun.

Tra i riformisti Filippo Sensi prova a mantenere la linea dritta: "Maduro assicurato alla giustizia è la fine che devono fare i dittatori; ha oppresso il suo popolo e trasformato il Venezuela in un torvo regime. Sono preoccupato perché chi guida oggi quel paese ha condiviso in tutto e per tutto le responsabilità di una dittatura. Spero in un processo democratico che riporti nel più breve tempo possibile il Venezuela a un percorso pacifico, democratico, partecipato, libero. Sulla iniziativa di Trump il giudizio non può non essere netto: dagli Usa mi aspetto una leadership, non che dica il Venezuela è mio: mi aspetto responsabilità, e non i conti sul petrolio; mi aspetto forza, non prepotenza" commenta al Giornale. La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, interpellata dal Giornale, conferma una posizione anti Maduro: "Il regime sanguinario di Maduro è stato una sciagura e deve cessare di esistere, ma ogni bomba americana che cade sul Venezuela ne prolunga la vita sul piano simbolico, rafforzando la retorica antioccidentale e preparando nuove risposte autoritarie. Senza diritto internazionale, senza multilateralismo credibile, la forza non produce giustizia: produce solo nuovi precedenti pericolosi".

Il Pd di Schlein insiste sulla linea, piegata ai movimenti radicali. Una strategia che punta anche un secondo obiettivo: colpire il governo Meloni. Sono ormai lontani i tempi in cui i dem festeggiavano per la fine delle dittature di Gheddafi in Libia e Milosevic in Serbia.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica