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Tafazzismo green della Salis: stop alle pubblicità fossili

Il divieto vale anche per le crociere. Una scelta autolesionista che penalizza la città

Tafazzismo green della Salis: stop alle pubblicità fossili
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Mentre Silvia Salis è lanciatissima nel promuovere la propria immagine su quotidiani stranieri, magazine di moda e in tv (domani sarà nel salottino di Fabio Fazio sul Nove), la sindaca di Genova - nonché aspirante candidata leader del campo largo vieta la pubblicità a casa sua. Il Comune si è infatti impegnato a introdurre restrizioni alla pubblicità legata alle fonti fossili, in particolare in luoghi sensibili come fermate degli autobus, della metropolitana e spazi pubblicitari connessi al trasporto pubblico. Lo prevede una mozione presentata nei giorni scorsi da Avs, e approvata in consiglio comunale con una netta maggioranza di 23 voti favorevoli e 14 contrari (prove tecniche di campo largo e, soprattutto, verde). Il provvedimento, su cui la giunta Salis ha dato parere positivo, segue gli obiettivi della campagna internazionale World Without Fossil Ads guidata da oltre 50 città, tra cui anche Firenze, e punta a imporre "restrizioni o divieti sulla pubblicità di prodotti e servizi basati su combustibili fossili con un'elevata impronta di carbonio, quali auto, voli, navi da crociera e qualsiasi altro servizio direttamente collegato alle fonti fossili".

Considerando che Genova è una città che punta sul turismo e che il porto è un hub crocieristico, è un po' come segare il ramo su cui si è seduti. O tirarsi il martello sui piedi, citando la disciplina olimpica di cui la sindaca è stata campionessa. Vediamo perché partendo dai numeri. Quanto vale la cosiddetta "economia del mare" per il capoluogo ligure? Il porto di Genova movimenta oltre 50 milioni di tonnellate di merci ogni anno. Nel 2025 l'industria delle crociere ha generato nei porti di Genova e Savona un impatto economico diretto complessivo pari a 346 milioni di cui 255 milioni (73%) riconducibili alle attività di home port (porto base). Il valore deriva dalla combinazione della spesa dei passeggeri, pari a 157 milioni, e della spesa delle compagnie, che raggiunge 189 milioni di euro, a cui si aggiunge un contributo occupazionale diretto stimato in circa 2.700 addetti lungo la filiera crocieristica. Savona registra una prevalenza di traffico home port (53%), mentre Genova concentra una quota più elevata di passeggeri in transito (60%). Per quanto riguarda la spesa dei passeggeri, nel solo porto di Genova, si aggira sui 100 milioni di euro mentre la spesa delle compagnie crocieristiche ammonta a oltre 134 milioni, con oltre l'80% legato a servizi tecnico-nautici, terminalistici, sicurezza, gestione dei rifiuti e approvvigionamenti. Un contributo analogo arriva dai traghetti. Senza dimenticare il business del settore della cantieristica (gli yacht non vanno a elettricità). A livello regionale, la filiera mare (inclusi porti, cantieristica, turismo e logistica) genera 13,3 miliardi dando lavoro a oltre 278.000 addetti. Il tafazzismo della giunta Salis riguarda anche i voli aerei - nel 2025 sono transitati dall'aeroporto Cristoforo Colombo quasi 1,58 milioni di passeggeri - e le auto in una delle città più motorizzate d'Italia (con circa 766 veicoli ogni 1.000 abitanti).

Ma chiudiamo tornando al punto da cui siamo partiti.

Ovvero all'operazione mediatico-elettorale di Salis. Dietro le quinte della campagna c'è l'ex portavoce di Matteo Renzi, il fiorentino Marco Agnoletti, con la sua agenzia Jump che tra i clienti conta giornalisti, squadre di calcio e pure mega aziende. Come MSC Crociere.

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