Tasse sospese e aiuti: il "fai da te" dei Comuni

In Veneto un sindaco abolisce la Tari, in Emilia arrivano soldi per le rette degli asili nido

Mentre il governo tenta di contrastare la pandemia del Coronavirus andando a tentoni, facendo le dirette su Facebook, improvvisando conferenze stampa e aggiornando continuamente le misure emergenziali per stare al passo con le sofferenze dei cittadini, le Regioni e i Comuni provvedono al «fai da te». Per la serie televisiva «lo Stato c'è». In un comune in provincia di Venezia, a Scorzè, il sindaco Nais Marcon (nella foto a destra) e l'amministrazione comunale hanno destinato 500 mila euro a tutte le attività chiuse e abolito per due mesi la tariffa sui rifiuti. «Il governo ha chiuso tutto per decreto scrive il consigliere Giovanni Battista Mestriner - e centinaia di persone, titolari di attività, stanno vivendo un doppio dramma: sanitario ed economico. La loro attività, bottega, bar o ristorante, spesso frutto del lavoro di una vita e di sacrifici, è lì con la saracinesca abbassata, ma i costi, affitti, mutui, finanziamenti e tasse rimangono». Ma a Scorzè non sono i soli. La politica del «fai da te», molto più tranquillizzante ed efficace delle continue bozze e toppe del Governo, è stata adottata da molte regioni d'Italia. La Sicilia per esempio ha stanziato 100 milioni. La Basilicata due milioni e mezzo e la social card a chi è in difficoltà. Il sito Fasi.biz, lo strumento di informazione per i finanziamenti europei, nazionali e internazionali, fornisce un'ampia carrellata di tutte le Regioni che si sono attivate. E ce n'è per tutti. Sostegno alle imprese, ai lavoratori, alle famiglie, bandi, incentivi, contributi; agevolazioni per smart working, didattica online, turismo, cultura, bonus baby sitter, credito alle imprese e ammortizzatori sociali. La Lombardia, per esempio, è stata tra le prime regioni a varare una misura per sostenere lo smart working, grazie a un bando di 4 milioni e 500 mila euro. La Liguria ha predisposto un bando di 5 milioni e 500 mila euro per le piccole imprese del turismo, commercio e artigianato, che si apre il 10 aprile. Due fondi rotativi poi, di 500mila euro l'uno, per la cultura e lo sport. La Provincia di Trento ha lanciato il Fondo Ripresa Trentino da 250 milioni di euro per promuovere l'accesso alla liquidità da parte delle imprese. L'Emilia Romagna 10 milioni di euro per le imprese per l'accesso al credito a zero interessi; 12 milioni e 500 mila euro per le rette degli asili nido, e un milione e 700 mila euro del Fondo Nazionale Povertà per i senzatetto. Il Piemonte punta ai minori con 225mila euro per gli enti gestori delle funzioni socio-assistenziali e prevede un investimento di 7 milioni per una campagna di promozione della regione. La Puglia va a sostegno degli operatori della cultura, spettacolo, cinema e turismo. E il Friuli Venezia Giulia ha deciso la proroga del versamento dell'Irap al 30 settembre e l'abbattimento delle rette per i servizi educativi per la prima infanzia. Non solo. Andiamo in Sicilia: autostrade gratis per gli autotrasportatori e un contributo massimo di 2.500 euro per ogni scuola, per le dotazioni tecnologiche agli studenti con maggiori difficoltà economiche. La Campania ha lanciato l'iniziativa «Smart School» e con l'Università di Napoli è stata creata Webex, una piattaforma per le attività didattiche a distanza. Perché se aspettavamo il governo, altro che online, nemmeno quaderni ed evidenziatori.

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Commenti

dredd

Mar, 31/03/2020 - 10:10

Nell’assenza totale dello stato le regioni si devono arrangiare. Lo schifo totale

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 31/03/2020 - 10:51

Il Governo non esiste più. Solo chiacchiere, mentre Regioni e Comuni si organizzano da soli, lontani dal Governo centrale, quello in cui scrive e firma giornalmente l’avvocato Conte, ma senza combinare assolutamente niente. Ormai si impone una totale revisione del sistema nullo.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mar, 31/03/2020 - 11:06

@dredd - è proprio così.

flgio

Mar, 31/03/2020 - 11:54

Intanto tutti i siti Inps, Enpam, e casse private sono in tilt per l'elevato numero di accessi. Domani 1 aprile sarà click day, sarà come un imbuto e si bloccherà tutto. Tanto si sapeva già che convogliando tutto sull'Inps il sistema non regge e intanto i giorni passano dal decreto Marzo.