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Tav, Tria: "Nessuno investe in Italia se il governo non sta ai patti"

Il ministro Tria: "Nessuno verrà mai a investire in Italia se il Paese mostra che un governo che cambia poi non sta ai patti, cambia i contratti, cambia le leggi e le fa retroattive"

Tav, Tria: "Nessuno investe in Italia se il governo non sta ai patti"

Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, torna a parlare dell'alta velocità. Lo fa, a ben vedere, in modo abbastanza critico nei confronti della propria maggioranza. "Non mi interessa vedere il problema della Tav, qual è l’analisi costi-benefici. Il problema non è la Tav, il problema è che nessuno verrà mai a investire in Italia se il Paese mostra che un governo che cambia poi non sta ai patti, cambia i contratti, cambia le leggi e le fa retroattive. Questo è il punto principale, non è la Tav, un’opera o l’altra. Bisogna portare avanti l’economia italiana".

"Non è una questione solo di Tav. Bisogna capire che nessuno verrà mai a investire in Italia a lungo termine se il Paese mostra che il governo che è cambiato non sta ai patti, cambia contratti, cambia le leggi e le fa retroattive". Il ministro lo ha etto nel corso della registrazione del programma "Quarta Repubblica" (Rete 4) di Nicola Porro, parlando delle grandi opere in Italia. I soldi per fare le infrastrutture "ci sono - osserva il ministro -. Li abbiamo messi nella manovra che abbiamo approvato. Ma sono risorse marginali, perché se ne sono accumulate in modo enorme durante i governi precedenti. Queste infrastrutture sono di lungo termine - ha aggiunto Tria - non si può pensare che questo governo cade, viene un nuovo governo e disdice tutti i contratti".

Chiamparino: "Il governo non vuole decidere fino alle Europee"

"L’unica vera intenzione del governo Conte-Salvini-Di Maio - ha detto il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino - è scavallare le elezioni europee senza decidere, anche a costo di perdere i contributi della Ue" sulla tav. A Rixi ricordo che la mini Tav c’è già, perchè il progetto attuale ha tagliato pesantemente i costi iniziali prevedendo, dopo il tunnel di base, l’utilizzo della linea storica fino ad Avigliana e passando dagli oltre 4 miliardi iniziali agli 1,7 attuali sulla tratta nazionale. Si preoccupino piuttosto - aggiunge - di non gettare al vento contributi europei già stanziati e di acquisirne di nuovi, secondo le disponibilità avanzate. A chi poi critica la mia richiesta di una consultazione popolare, che presenterò domani in consiglio regionale - prosegue Chiamparino - rispondo che so bene che l’opera è già stata decisa e che non c’è niente da decidere di nuovo. Ma mi dicano loro: di fronte al menar del can per l’aia continuo del governo M5s-Lega, come si può esercitare la necessaria pressione politica perchè si sblocchino i bandi e come dare voce alle migliaia di piemontesi che, anche personalmente, per strada, mi chiedono di fare la Tav?".

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