Dopo settimane di indiscrezioni, la svolta nell'inchiesta della Procura di Bergamo sulla profanazione del cadavere di Pamela Genini, la 29enne uccisa a Milano lo scorso 14 ottobre dall'allora fidanzato Gianluca Soncin. L'amico ed ex compagno della giovane, il 41enne Francesco Dolci, negli ultimi tempi ospite fisso di varie trasmissioni tv dove suggeriva fantomatiche piste investigative, è indagato per vilipendio e furto di cadavere. Convocato al Comando provinciale dei carabinieri di Bergamo, è stato raggiunto dal suo avvocato, Eleonora Prandi, e interrogato per oltre cinque ore. È stata proprio la presenza del legale e del pm Giancarlo Mancusi a far capire che quello di ieri non era uno del soliti incontri con gli investigatori che ci sono stati nell'ultimo mese e mezzo. In alcune occasioni era stato proprio il 41enne a presentarsi per suggerire informazioni che a suo dire potevano essere utili a chi indaga sulla manomissione della bara nel piccolo cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, dalla quale il 23 marzo qualcuno ha asportato con un taglio dritto alla base del collo la testa di Pamela, violandola anche da morta.
Ieri la vicenda ha preso un'altra piega e la Procura ha formalmente messo sotto accusa Dolci, l'uomo che la sera dell'omicidio di Pamela aveva ricevuto gli ultimi messaggi della 29enne spaventata e che da quel momento è sempre stato al centro dell'attenzione. Dopo il delitto aveva denunciato episodi di minacce e danneggiamenti e fornito ai pm un elenco di nomi di persone che avevano avuto a che fare con Pamela, oltre a otto immagini del loculo scattate in date diverse e che a suo dire servivano a documentare anomalie. Insomma, un presenzialismo sospetto.
Dolci è stato interrogato da prima di mezzogiorno fino al tardo pomeriggio, questa volta da indagato, poi i carabinieri sono andati con lui nella sua casa di Sant'Omobono per una perquisizione, verosimilmente alla ricerca della testa di Pamela o di altri riscontri a quanto raccontato nel corso dell'interrogatorio.
A quanto risulta non avrebbe confessato, ma gli investigatori vogliono cercare di chiarire il suo ruolo nella vicenda e se sia lui l'uomo ritratto in un video delle telecamere di videosorveglianza, di notte, vicino al cimitero.